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<title>Il diario di uno scout</title><link>http://www.fornaeffe.net/dblog/</link>
<description>Il diario di uno scout</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Trasloco!]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align:center;">Ho deciso di spostarmi su un'altra piattaforma blog... <br />
Mi trovate qui:<br /> <a href="http://fornaeffe.blogspot.it/">Il Diario di uno scout 2</a><br />
Questo blog rimarr&agrave; attivo per tutto il 2012, poi penso che lo chiuder&ograve;!</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=162]]></link>
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	<dc:date>2012-05-05T19:45:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Immondizia]]></title>
	<description><![CDATA[Per rispondere a qello che ha scritto Popo sul suo <a href="http://lavelocitadelsogno.net/2012/04/23/piccolo-vademecum-delle-amministrative-parmigiane-ovvero-se-le-elezioni-diventano-un-referendum-parte-2/">blog</a>, vorrei dirvi due cose a proposito di rifiuti ed energia...<br /><br />Partiamo dai rifiuti: cosa ne facciamo? O meglio, come facciamo a risolvere il problema di avere rifiuti di cui non sappiamo cosa fare?<br /><br />Primo: la cosa migliore, ovviamente, &egrave; <span style="font-weight: bold;">non produrne</span>, o evitare, per quanto possibile di produrne. E questo significa <span style="font-weight: bold;">consumare meno</span>,<span style="font-weight: bold;"> limitare gli sprechi</span>, scegliere prodotti con <span style="font-weight: bold;">confezioni poco ingombranti</span>, <span style="font-weight: bold;">riutilizzare</span> le cose finch&eacute; &egrave; possibile.<br /><br />Secondo: visto che un po' di rifiuti si producono comunque, &egrave; bene <span style="font-weight: bold;">differenziarli e riciclare</span> i rifiuti riciclabili: <br />
<ul>
    <li>il vetro &egrave; il migliore, si ricicla con grande facilit&agrave;, poca energia e poco spreco di materiale, e quello che si ottiene &egrave; un prodotto con caratteristiche non troppo scarse;</li>
    <li>sull'alluminio non sono molto informato, ma credo che anche questo si ricicli abbastanza facilmente; sicuramente &egrave; conveniente riciclarlo perch&eacute; per produrlo dalle materie prime occorre un'enorme quantit&agrave; di energia;</li>
    <li>riciclare la carta ha un notevole impatto ambientale e il prodotto che si ottiene &egrave; di qualit&agrave; un po' pi&ugrave; scarsa, ma tutto sommato &egrave; una tecnologia abbastanza consolidata;</li>
    <li>la plastica ha molti pi&ugrave; problemi: soprattutto perch&eacute; esistono moltissimi tipi di plastica, alcuni dei quali non riciclabili; la plastica che viene raccolta tutta insieme nella raccolta differenziata domestica, quindi, a meno che non venga poi separata (ma dubito che esistano tecnologie in grado di fare questo in modo efficace) pu&ograve; essere usata solo per produrre plastiche miste di bassa qualit&agrave; (da usare ad esempio nei sacchetti dell'immondizia o nelle imbottiture); pi&ugrave; efficace &egrave; il riciclo di scarti industriali di plastica omogenea. Altrimenti, la plastica mista &egrave; un ottimo combustibile da bruciare nei termovalorizzatori... con tutti i problemi ad essi legati, per&ograve;!</li>
    <li>i rifiuti organici si possono compostare per produrre terriccio da coltivazione, oppure trattare in un digestore anaerobico per produrre biogas (e poi, quello che resta viene usato come terriccio). Che io sappia non &egrave; un processo molto inquinante, a parte un po' di metano (gas serra) emesso.</li>
</ul>
<p>Comunque sia, al giorno d'oggi la raccolta differenziata lascia comunque una parte di rifiuti indifferenziati, e, come diceva Popo, anche i processi di riciclo hanno una certa percentuale di scarto. Per questi rifiuti residui, che se la raccolta differenziata &egrave; stata fatta bene sono pochi, ma sono anche il peggio del peggio, con i quali non ci si pu&ograve; fare quasi nulla, esistono due tecnologie ben sviluppate al giorno d'oggi: la <span style="font-weight: bold;">discarica</span> e la <span style="font-weight: bold;">termovalorizzazione</span>.</p>
<p>La <span style="font-weight: bold;">discarica</span> &egrave; il metodo pi&ugrave; antico di gestione dei rifiuti (vedi la &quot;terra marna&quot; delle terramare, che altro non &egrave; che la discarica dei villaggi preistorici...), ha qualche emissione in atmosfera (metano soprattutto), genera un po' di acque reflue da trattare, e se gestita male pu&ograve; inquinare le falde,&nbsp; occupa una superficie per lunghissimo tempo; e molto probabilmente contiene sostanze pericolose che rendono sconsigliabile coltivare il terreno anche per decenni o secoli dopo la chiusura della discarica.</p>
<p>In un <span style="font-weight: bold;">termovalorizzatore</span> i rifiuti si bruciano, e questo comporta alcune cose...</p>
<ul>
    <li>bruciando i rifiuti, si ottiene energia, che verrebbe altrimenti prodotta in altro modo (e questo &egrave; un bene, soprattutto oggi che la maggior parte dell'energia &egrave; prodotta con combustibili fossili);</li>
    <li>si emettono, per&ograve;, sostanze tossiche e cancerogene: i rifiuti sono molto meno controllabili (come sostanze contenute) rispetto al carbone o al gas naturale, quindi le emissioni di un termovalizzatore saranno presumibilmente un po' peggiori rispetto ad una di queste centrali (a parit&agrave; di tecnologia), e diventano molto peggiori se il termovalorizzatore &egrave; gestito male;</li>
    <li>in compenso, l'effetto serra &egrave; limitato ai soli rifiuti che, in origine, erano stati prodotti da derivati del petrolio o altri combustibili fossili.</li>
</ul>
<p>Quindi, rispetto all'energia prodotta da una centrale a gas o a carbone, l'energia prodotta da un termovalorizzatore &egrave; migliore per quanto riguarda l'uso di risorse (rifiuti piuttosto che combustibili fossili) e l'effetto serra, ma peggiore (credo) per quanto riguarda le sostanze tossiche e cancerogene.</p>
<p>Inoltre, rimane una certa quantit&agrave; di ceneri che vanno inevitabilmente smaltite in discarica (ma per un volume inferiore a quello dei rifiuti che entrano nel termovalorizzatore.</p>
<p>Quindi, quale strada &egrave; meglio per i rifiuti indifferenziati? Direttamente in discarica, o prima in termovalorizzatore e poi in discarica? Inizialmente pernsavo la seconda opzione, visto che nel nostro &quot;piccolo paese&quot; di spazio per le discariche ce n'&egrave; molto poco, ma forse sto cominciando a cambiare idea... E' vero che sulle discariche non ci si pu&ograve; coltivare, ma potrebbero invece, ad esempio, diventare foreste...</p>
<p>Oltre al termovalorizzatore e alla discarica, ci sono altre tecnologie che si stanno facendo strada (ad esempio ho sentito parlare della gassificazione, o pirolisi), ma che io sappia sono tecnologie che stanno ancora facendo i primi passi, e non so se siano, adesso, meno pericolose di un termovalorizzatore...</p>
<p>Alla prossima, per parlare di energia!</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=161]]></link>
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	<dc:date>2012-04-24T13:44:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Un capitolo senza nome di un libro che non esiste]]></title>
	<description><![CDATA[[...]<br />Con la fronte bagnata di sudore, Nebbia arrancava risalendo il pendio, alzando gli occhi tra un passo e l'altro verso i sandali logori del druido.<br />Si port&ograve; la mano alla Spilla del Canto, e sbuff&ograve; vedendola inerte e opaca: &quot;Non c'&egrave; magia in questo posto!&quot;.<br />Il druido si ferm&ograve;, voltandosi, e fiss&ograve; Nebbia negli occhi. Dopo un attimo, senza dire nulla, alz&ograve; lo sguardo al cielo, inspir&ograve; a fondo, come per bere il vento leggero che accarezzava quei crinali, e disse, riprendendo la salita: &quot;Forse, semplicemente, non la vedi. Vieni, non manca molto.&quot;<br />La neve si era sciolta quasi del tutto, lasciando scoperti i bassi cespugli di mirtillo, e i ciuffi scoloriti del nardo che si riprendevano dal sonno invernale. Ovunque, in quel manto giallastro, spuntava il violetto dei crochi.<br />Come aveva detto il druido, poco dopo raggiunsero la sella, e i capelli di Nebbia ondeggiarono nel vento che l&igrave; soffiava pi&ugrave; deciso. Sent&igrave; un brivido corrergli dalla pancia alle punte delle dita, nel vedere l'orizzonte spalancato davanti a lui: oltre la sella, la montagna precipitava verso il basso per quasi mezzo miglio di altezza e, sotto, si stendeva una coperta di colline boscose, punteggiata, qua e l&agrave;, dai sottili pennacchi di fumo di qualche villaggio degli gnomi.<br />Il suo sguardo seguiva la valle del Tresirene fino al Mare di Diamante, e l&agrave; dove il fiume si gettava nel mare si scorgeva il luccichio delle guglie di Demetra. La foschia marina ostacolava un po' la vista, ma gli sembr&ograve; di scorgere, all'orizzonte, il profilo montuoso dell'Isola di L&agrave;.<br />Si accorse che la sua guida lo stava aspettando lungo la traccia che seguiva il crinale, sulla destra, e si rimise in marcia.<br />Raggiunsero, poco sotto la cima del monte, una conca - una piccola dolina - e si sedettero su due rocce, tiepide dal sole primaverile che le scaldava. Il druido tir&ograve; fuori dalla sua sacca due pagnotte - pane fatto a mano, cotto al calore di un fuoco di legna, senza che vedesse l'ombra di un Forno delle Fate - e ne diede una al ragazzo. Con un coltello da cacciatore tagli&ograve; due fette di formaggio di capra, e mangiarono in silenzio, ascoltando il mondo intorno a loro.<br />L'unico rumore era quello del vento: non una voce, non un fischio di Nubinave. Un uccellino scuro - un codirosso spazzacamino - gironzolava su e gi&ugrave; dalle rocce, alla ricerca di insetti.<br />&quot;E tu continui a dire che qui non c'&egrave; magia?&quot; chiese ad un tratto il druido.<br />Nebbia lo guard&ograve;, e allarg&ograve; le braccia. Non sapeva cosa rispondere. &quot;E dove sarebbe?&quot;<br />&quot;Qui!&quot; rispose l'uomo, indicando il codirosso, con un sorriso che dipinse sulla sua faccia indurita un labirinto di rughe: &quot;Quella &egrave; magia!&quot;<br />&quot;Vedi,&quot; continu&ograve; &quot;voi, forse, siete maghi che non conoscono pi&ugrave; la magia.<br />La usate, s&igrave;, in modo potente, violento addirittura.<br />Volete fare tutto con la magia, controllare tutto.<br />Avete stregoni che controllano il tempo atmosferico per arrivare ad avere otto raccolti all'anno, maghi che studiano mappe della Trama sempre pi&ugrave; complicate perch&eacute; ormai non c'&egrave; pi&ugrave; spazio per teletrasportarsi, addirittura la Cupola, maghi che controllano altri maghi... Chiedete a questa cosiddetta magia sempre pi&ugrave; potenza, con l'unico obiettivo di estrarre altra potenza magica. Addirittura vivete le vostre vite per trovare nuovi modi di ricavare potenza magica. E in tutto questo, vedete le vostre luci affievolirsi di anno in anno, le vostre evocazioni farsi pi&ugrave; effimere, i vostri fuochi hanno bisogno di sempre pi&ugrave; energie per ardere.<br />E c'&egrave; anche chi impazzisce, perch&eacute; crede che la magia stia arrivando alla fine, e che non ci sia pi&ugrave; nulla dopo.<br />Ma forse voi vi state solo accanendo a succhiare i rimasugli di un frutto, dimenticandovi dell'albero che l'ha generato.<br />Vedi, le leggende parlano di altri mondi, mondi dove la magia, cos&igrave; come la conosci tu, non esiste. Mondi dove non puoi parlare attraverso una Spilla del Canto, dove non esiste il teletrasporto, dove per procurarti da vivere puoi fare i conti solo sulla tua intelligenza e sulla forza delle tue braccia. S&igrave;, proprio come faccio io.&quot; Sorrise il druido, accarezzando il bastone. &quot;Eppure, la magia esiste anche in questi mondi.<br />Guarda: anche il mago pi&ugrave; grande, pu&ograve; creare quel codirosso? S&igrave;, forse ne pu&ograve; evocare uno, ma non quello. Non proprio quello, nato in quel nido all'ombra di quel cespuglio, quel giorno, probabilmente di un anno e mezzo fa. E puoi forse, con tutte le capacit&agrave; magiche di questo mondo, controllare tutti i codirossi di queste montagne? E tutti i crochi che abbiamo visto salendo fin quass&ugrave;? E tutti gli alberi, gli stagni, le nuvole, gli animali di questo mondo?<br />E, forse puoi riuscire a modellare una piccola collina, con grande dispendio di energie. Ma nel frattempo, il vento e la pioggia in tutto il resto del mondo avranno fatto molto pi&ugrave; lavoro di quello che hai fatto tu, e senza che nessuno li guidasse.<br />Cos&igrave;, tutte le forme di vita nascono, crescono, cercano il cibo, fanno le loro danze nuziali, si accoppiano, vivono e muoiono senza che ci sia nessuno a controllarle, a guidarle, a dire loro cosa fare, e come.<br />Non &egrave;, questo, molto pi&ugrave; grande, immensamente pi&ugrave; profondo e potente di tutta la magia che finora hai studiato? Non &egrave; magia anche questa? Una magia che appartiene a tutti i mondi, indipendentemente dal fatto che un mago, con qualche formula magica, ne imbrigli alcuni aspetti per i suoi scopi?<br />Ripensa a ieri, al parto della capra: con le tue mani, hai portato alla luce una creatura nuova, che non esisteva, e che non sparir&agrave; nel giro di qualche ora - sempre che un lupo affamato non passi nei dintorni! E tutto questo, senza richiedere nulla alla magia, se non quello che naturalmente compie ogni giorno, per tutte le creature dell'universo.&quot;<br />Si ferm&ograve; un attimo, come per riprendere fiato, o per lasciar calmare le acque agitate dei suoi pensieri &quot;Non ho risposte per questo mondo, sono qui per cercarle, dopotutto. Ma credo che la cosa pi&ugrave; urgente sia ritrovare l'albero da cui proviene il frutto, riscoprire la magia che &egrave; nel mondo e che noi non controlliamo, capire come anche noi, dentro questa magia, siamo rami di un unico albero, flutti di un unico fiume, parole di un unico Libro.&quot;<br />Poi tacque, e si distese a guardare il cielo, mettendosi uno stelo secco tra le labbra.<br /><br />Nebbia fece lo stesso, e rimase ad osservare le nuvole correre sopra di lui. Ripens&ograve; al capretto, alla fatica della notte in cui avevano guadato il torrente, a come si era sentito perso senza la sua Pietra del Richiamo, ai suoi compagni di accademia, a lui bambino, insieme alle sue sorelle, giocare nei campi di nonna Raggio di Sole, e un profumo di crostata di more...<br />Il sole faceva scintillare la sua Spilla del Canto: &quot;Forse &egrave; inutile&quot; pens&ograve; &quot;adesso, per parlare con pap&agrave;, con gli amici, per dir loro che sono vivo, sto bene, ma...&quot; e la avvicin&ograve; alle labbra, come per sussurrare un bacio.<br /><br />Molte centinaia di miglia pi&ugrave; a ovest, una ragazza ebbe un brivido, nel sentire - o almeno cos&igrave; le era sembrato - un tocco leggero e un profumo conosciuto sulla sua pelle. Probabilmente era stata solo un'impressione, ma nei suoi occhi scintill&ograve; un sorriso.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=160]]></link>
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	<dc:date>2012-02-20T21:50:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Neve]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il sentiero, anzi, la strada che dai Cancelli porta ai Lagoni &egrave; una facile passeggiata, in estate.</p>
<p>In inverno, al buio, con un metro e mezzo di neve che continua a cadere e tredici gradi sottozero, un po' meno.</p>

<a href="/public/mypages/coca.asp"><img src="/public/CoCa.jpg" width="800" alt="CoCa" /></a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=159]]></link>
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	<dc:date>2012-02-16T22:35:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Di capi e di convegni]]></title>
	<description><![CDATA[Ci possono essere diversi motivi che spingono un capo scout a partecipare ad un convegno regionale, e in particolare:<br />- ha organizzato il convegno;<br />- ha finito le scuse per non andarci;<br />- sta scappando da qualcosa di ancora pi&ugrave; terribile;<br />- &egrave; momentaneamente single e sta puntando a qualche capo del sesso opposto (o uguale, a seconda dei gusti) che ha conosciuto a qualche campo di formazione o simili;<br />- &egrave; in un momento di crisi mistica ed &egrave; alla ricerca dell'illuminazione (un consiglio: di solito gli interruttori si trovano a fianco delle porte d'ingresso).<br /><br />Eccezionalmente, qualche individuo dotato di incredibile senso del dovere pu&ograve; decidere di parteciparvi perch&eacute; pu&ograve; essere utile per il suo servizio; ma sono eccezioni che confermano la regola.<br /><br />Poi esiste quella particolare popolazione di capi scout che vede nei convegni una scusa come un'altra per passare una serata con gente che si vede un paio di volte l'anno, e si pu&ograve; ritrovare in gruppi eterogenei tra le ultime file mentre gioca a carte invece che ascoltare il relatore.<br /><br />Anche l'organizzazione di un convegno suscita grande curiosit&agrave; scientifica: &egrave; incredibile come persone che hanno passato anni ad organizzare attivit&agrave;, campi, giochi, uscite divertenti, avventurose ed entusiasmanti per i loro ragazzi, riescano (quasi) sempre a proporre lunghissimi monologhi nei momenti meno opportuni, come ad esempio presentare il tema del rapporto tra fede e scoutismo a una platea che, reduce da una notte insonne, si &egrave; appena svegliata prima dell'alba per partecipare alla Messa...<br /><br />Ma, al ritorno da questo convegno, senza dubbio ci portiamo a casa una fondamentale lezione di vita: per &quot;generare&quot;, bisogna essere ALMENO in due...!!!<br /><br />
<div style="text-align: center;"><img width="800" height="NaN" src="/public/convegno regionale pano.jpg" alt="" /></div>
<br />A tutti quelli che si sono profusi nella realizzazione di queste giornate: nonostante tutto, grazie!!! Perch&eacute; ironizzare &egrave; facile, sicuramente pi&ugrave; che gestire pi&ugrave; di un migliaio di persone, anzi peggio, di capi scout liberi dalla necessit&agrave; di dare il buon esempio davanti ai ragazzi... E complimenti al clan del Modena 2 per l'eccellente organizzazione dei bar e dei pasti (s&igrave;, insomma, strapparmi dei complimenti non &egrave; mai molto difficile se si tratta di cibo...!!!).<br />E, soprattutto, grazie a quelli che costituiscono il mio &quot;motivo&quot; per partecipare a questo convegno: i miei compagni di CFA e CFM, ROSS, weekend metodologici, zona, chi ho riconosciuto e chi NON ho riconosciuto, chi ho salutato da lontano e chi ho stressato per mezzo convegno, e ai miei pochi ma buoni compagni di CoCa...<br /><br />Caro popolo dell'Emilia-Romagna,<br />ci si vedere l'anno prossimo!<br />Il vostro patriarca<br />Abramo]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=158]]></link>
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	<dc:date>2012-01-22T22:33:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[2011]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><font size="4"><img src="/public/2011 03.jpg" alt="" /><br /><br />2011, ti saluto.<br /><br /></font><font size="4">Domani si parte,<br /></font><font size="4">tappa Sasso,<br /></font><font size="4">direzione l'anno che viene.<br /><br /></font><font size="4">Sei stato impegnativo, eccome;<br /></font><font size="4">ma ti ho vissuto, questo &egrave; sicuro.<br /><br /></font><font size="4">Dalle nevi di Scurano sotto il bob,<br /></font><font size="4">o quelle di Marzolara macinate dalle catene su e gi&ugrave; per la strada di Vallerano,<br /></font><font size="4">alla pianura padana che scorreva dietro al finestrino avanti e indietro tra Parma e San Donato.<br /><br /></font><font size="4">E ancora, come se il nuovo ticchettio del mio cuore mi ricordasse di non fermarmi,<br /></font><font size="4">i lupetti arrampicati sulla rocca di Carpineti, il Pronto Soccorso di Castelnuovo Monti,<br /></font><font size="4">essere annusati da un lupo affettando prosciutti in una stalla di Ligonchio,<br /></font><font size="4">il lago di Como e i ghiri di Colico, una terrazza con vista sulla Val d'Arno,<br /></font><font size="4">scavare buche sulla sabbia di Cervia e cercare stelle alpine nel cuore del Catinaccio,<br /></font><font size="4">i laghi di Levico e di Caldonazzo, la casetta dell'Erica, una cena a fisarmonica e succo di mela,<br /></font><font size="4">una crostata che fa incrociare storie di passeggeri su di un treno.<br /><br /></font><font size="4">Michele, la Giulia e una nuova famiglia,<br /></font><font size="4">il primo lavoro e le ultime lezioni in cascina.<br /><br /><img width="800" src="/public/2011 03 bis.jpg" alt="" /><br /><br /></font><font size="4">Non per modo di dire<br /></font><font size="4">gioia e dolore corrono, annodati,<br /></font><font size="4">avanti e indietro per i tuoi giorni.<br /><br /></font><font size="4">Vorrei setacciarti con una rete per raccogliere tutte le persone straordinarie che mi hai portato,<br /></font><font size="4">ma mi accontenter&ograve; di abbracciarle quando la corrente me le riporter&agrave; accanto.<br /><br /> <img alt="" src="../../../../public/2011%2006.jpg" /><br /><br /></font><font size="4">Ci sono mille altri momenti e storie che saranno raccontate,<br /></font><font size="4">ma per ora ti saluto, caro, terribile, straordinario, fantastico, improbabile, meraviglioso anno.<br /><br /></font><font size="4">E' stata dura, ma ci siamo arrivati in fondo.<br /><br /></font><font size="4">Quando si ricomincia???<br /><br /><img alt="" src="/public/2011 07.jpg" /></font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=157]]></link>
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	<dc:date>2011-12-29T23:00:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una bozza ritrovata per caso...]]></title>
	<description><![CDATA[Diversi milioni di uomini e donne, attraverso storie incredibili e mozzafiato, stanno guadagnandosi il pezzo di pane con cui - forse - sopravviveranno fino a domani, mentre facciamo finta di vederci, seduti in mezzo ad altra gente che non conosciamo, chiedendoci come potremmo passare le prossime serate.
<br />&nbsp;<br />A volte riusciamo anche a spezzare la pigrizia e l'imbarazzo e ci diciamo in un abbraccio la voglia di conoscerci, scoprirci, amarci, condividere questa vita.
<br />&nbsp;<br />Sappiamo di cosa abbiamo bisogno?
<br />&nbsp;<br />Io, forse.
<br />&nbsp;<br />I lenzuoli puliti contro la pelle quando ti infili a letto.
<br />Il profumo dell'olio di oliva crudo sulla pasta calda.
<br />Il calore del the col miele dentro lo stomaco, l'odore della carta di un libro nuovo, il sapore della salsiccia alla brace tra due pezzi di pane.
<br />Sentire le tue mani sulla mia schiena quando mi abbracci, riconoscerti quando ancora non mi hai visto.
<br />Vederti piangere, vederti ridere.
<br />Il colore delle foglie del leccio, poter uscire in sandali e calzoncini corti, l'acqua fresca di fontana quando hai sete.
<br />Calcare le prime impronte sulla neve fresca, scaldarsi le calze intirizzite davanti alla stufa.
<br />Far volare un aquilone.
<br />Sedersi su un prato per parlare. Cantare lavando i piatti.
<br />Le goccioline di nebbia sul viso.
<br />Sperare.
<br />Cambiare.
<br />Ma soprattutto tu, voi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=156]]></link>
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	<dc:date>2011-10-03T21:05:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'associativa commedia]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-size:1.2em">poema in endeca-circa-sillabi, rime quasi baciate ACDB ("alla c***o di B****a")<br /><br />"Nel mezzo del cammin di nostra vita<br />mi ritrovai in Figline Val D'Arno<br />che la diritta via era smarrita.<br />Ahi quanto a dir qual era &egrave; cosa dura<br />il mio cruccio, dopo anni di ricerche<br />e disdette, trovarmi a completare<br />il cammin verso il fazzoletto rosa<br />nel campo dove n&eacute; il biondo capo<br />n&eacute; i cambusieri, che di ogni campo<br />son, per vero, quelli che contano di pi&ugrave;,<br />sapevan la via che porta alla meta.<br />Ma grazie all'aiuto del ciel giungemmo<br />sani e salvi per l'ora di compieta<br />insieme agli altri che conoscemmo<br />tra il caldo e gli affreschi fiorentini,<br />e nella casa tra gli ulivi desinammo,<br />dove il sale manca nei pagnottini<br />e l'acqua ha quel dolce sapor di tubo<br />che ti insegna presto ad amar la sete!<br /><br />Ma, temprati da ben altre fatiche,<br />godemmo assai dei letti e dei cuscini,<br />delle docce calde ogni mattina<br />e dei saltuari tuffi in piscina:<br />potete dir di aver trovato questo<br />in qualunque altro campo degli scout?<br />Cos&igrave; era scandita la giornata:<br />sveglia all'alba (per chi ci riusciva),<br />sonnacchioso riposar sul muretto,<br />alle nove nella chiesa iniziava<br />la catechesi del padre, provetto<br />conoscitor di Tolkien e teologia;<br />seguiva la lunga, tremenda prova<br />che patirono le fragili schiene,<br />ore di sessione seduti per terra<br />o sopra le panche, ma tanto &egrave; peggio.<br />Per riaverci da queste fatiche<br />cominciammo il viaggio verso il paese<br />di Pengule, non senza attraversare<br />il fiume Waingunga, dove lasciammo,<br />perito, il ginocchio di Lorenzo.<br /><br />Nel pomeriggio si teneva il torneo<br />conteso da squadre equilibrate assai:<br />cinque rugbisti ed un "capotreno"<br />vinsero a palla lupetto e shangai.<br />E poi la sera, nel gioco, qualcuno<br />forse dubitare avrebbe potuto<br />della seriet&agrave; dei contendenti<br />che alla regina morta fecero voto<br />di scalpar la regina avversaria...<br />Tra film, pop-corn e bagni in piscina<br />vinti dai migliori "artisti del capo"<br />anche il mezzo del campo si avvicina:<br />l'ora &egrave; giunta di partire per l'hike,<br />fate gli zaini, scegliete il compagno,<br />"chi mi ama mi segua" sar&agrave; il motto.<br />Mentre lo zoppo &egrave; beato tra le donne,<br />e qualcuno campeggia a Santa Lucia,<br />nel bosco c'&egrave; festa attorno al fuoco,<br />tranne che per Mirco e per Oliviero...<br /><br />...ed il cinghial che legge Borsellino!<br /><br />Tornati che fummo a San Martino<br />e con misero pranzo gli stomaci<br />riempimmo, sotto le stelle vegliammo;<br />e giunse cos&igrave; in un battibaleno<br />l'ultimo giorno, tra lunghe verifiche,<br />pianto e risate, ed improvvisate<br />scenette in napoletano stentato...<br />Stasera, a casa, di quelle sere<br />a cantar finch&eacute; il sonno non ti esige,<br />di panorami di colli e centrali,<br />di quelle lettere lette alla cena,<br />di tutti quei volti, davanti agli occhi<br />rimangono solo, ormai, le stelle."<br /><br /><br /><br /><br /><br />Si ringaziano:<br />i capi campo Giacomo e Serenella, i pezzi grossi (in senso diverso) Vince e Chiara, Giangavino, padre Alex, la cambusa tutta; le campeggiatrici di aeroporti Federica e Andrea, Mattino Gioioso, Michela e Chiara e il loro "vicino di casa" Federico, la Betta ed Emanuele, Lorenzo che si &egrave; fatto mezzo campo su un piede solo, Oliviero, Fabio, la Chiara di Arezzo, la Silvia P e la Silvia Z, la Laura e la Gloria, la Chicca, l'Eleonora, Alessandro il giovane e geniale matematico, Alessio il quasi-prete, l'aspirante conquistatore di ottomila Sergio, Mattia, la Martina, la Cecilia, l'Alessia, la Camilla, Mirco la macchina da guerra dell'Acheronte, e gli altri miei emiliani Silvia e Andrea, la Maria, il mio fratello di strada Federico, e la mia compagna di canti, chiacchierate e scenette, Cri.<br /><br />"Buon viaggio, hermanno querido,<br />e buon cammino ovunque tu vada:<br />forse un giorno potremo incontrarci<br />di nuovo lungo la strada!"<br /><br /><br /><br /></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=155]]></link>
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	<dc:date>2011-09-11T19:17:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Lettera al mondo]]></title>
	<description><![CDATA[Caro mondo,<br />eccomi ancora qui a calpestarti un po', come faccio ormai da ventiquattro anni e un mese: ma te non dispiace, vero?<br />Scusami se nell'ultimo periodo sono stato un po' assente, mi sono forse perso alcune cose importanti, dovrai aggiornami (anche se, dirai, tre settimane rispetto a cinque miliardi di anni non sono poi chiss&agrave; quanto tempo)!<br /><br />Ti scrivo perch&eacute; vorrei chiederti un favore...<br />S&igrave;, so cosa penserai, ecco il solito rompiscatole che si fa vivo solo per chiedermi qualcosa: tutti uguali questi umani!<br />Ma, ecco, &egrave; che ho l'impressione che negli ultimi tempi tu abbia una brutta cera: se vuoi, sappiamo che puoi essere meraviglioso, ma di questi tempi non mi sembra che ti mostri per il lato migliore...<br />Ecco il favore che ti volevo chiedere: non &egrave; che potresti tirar fuori dal cassetto un po' di quegli abiti semplici e carinissimi con cui ti ho visto spesso, e andresti a svegliare con un bel sorrisone, domattina, qualcuno dei miei amici?<br /><br />Che so, potresti regalare i voli e fischi delle rondini quando alzano gli occhi verso il cielo, o la sabbia bagnata dalle onde che prende la forma del piede nudo che cammina sulla spiaggia, o ancora il profumo della brace di legna al fuoco di bivacco...<br /><br />O perch&eacute; no le ombre proiettate dalla luce della luna prima di andare a dormire, o i mille colori dei campi guidando lungo le colline, o il vento che passa ad asciugare con un carezza il sudore dalla pelle...<br /><br />E ancora, potresti regalare un inaspettato sorriso di un collega, lo squillo di un messaggino di una persona che &egrave; un po' che non si sentiva, e forse, addirittura, una lettera scritta a mano nella cassetta della posta...<br /><br />Potrei continuare ancora!<br />Il sapore delle more colte dal rovo, il suono della fisarmonica e dei piedi che ballano, il luccichio di lacrime di felicit&agrave;, il profumo dell'erba tagliata, la gioia di poter muovere le dita dei piedi libere nei sandali, il sentirsi stanchi e soddisfatti, ricordarsi che non c'&egrave; bisogno di capire tutto per essere felici, preparare la valigia per le vacanze, sdraiarsi nell'erba, cantare, fare le coccole a un bel cagnolone, ridere, guardare insieme il tramonto...<br /><br />Vedi, caro mondo, io credo che a volte dimentichiamo le cose per cui vale la pena vivere, e continuiamo a pensare e parlare delle difficolt&agrave; che incontriamo.<br /><br />E allora via, a sbarleccare un bel gelatone prima che si sciolga, a dare un bacio della buonanotte, a dire buongiorno all'autista dell'autobus, a sorridere rispondendo al telefono, a sdrammatizzare con una battuta, a fare progetti e metterli in pratica, a raccontare una storia, a fare la nostra parte per dipingere il mondo di felicit&agrave;.<br /><br />Con un sorriso, a domattina:<br />Buona Notte Mondo!!!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=154]]></link>
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	<dc:date>2011-06-24T22:48:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Ventiquattro + 1]]></title>
	<description><![CDATA[ovvero, la Litania delle Sante Donne (e Uomini)<br /><br />Annunciano, i Sacri Testi, che per seguire il cammino dell'illuminazione che dal buio della perdizione della terapia intensiva porta alla sacra soglia delle dimissioni, avrai bisogno dell'intercessione di Sante Donne, benedette con una ingente fornitura di Santa Pazienza, che ti assistano nel cammino.<br /><br />La prima Santa Donna sar&agrave; quell'instancabile donna che si far&agrave; in quattro, anzi in otto, per pensare non solo ai suoi figli ma anche al loro Akela, e trovargli all'ultimo minuto un posto al centro di riabilitazione...<br /><br />La seconda sar&agrave; la caposala della cardiochirurgia pediatrica, che nonostante tu le dica solo il giorno delle dimissioni che pensavi di fare riabilitazione, riuscir&agrave; comunque a sbrigare tutte le pratiche senza uscire fuori di testa...<br /><br />La terza sar&agrave; una caposala anche lei, quella della cardiologia del centro di riabilitazione, che riuscir&agrave; a trovarti un letto anche dopo aver disdetto e poi disdetto la disdetta...<br /><br />La quarta, ma anche la quinta, la sesta, la settima, e cos&igrave; via, saranno le infermiere, che per te veglieranno le notti, le mattine e i pomeriggi - e qualche volta anche nei giorni di riposo, visto che l'infermere non &egrave; un lavoro faticoso... -, che non perderanno la pazienza anche se chiedi il nome di tutti i farmaci che ti portano, se chiedi di portarti un bicchiere dopo che hai gi&agrave; (ri)imparato a camminare, o se chiami nel cuore della notte per una puntura di zanzara, o se riesci a distruggere prima un termometro, poi addirittura il display della telemetria, o se chiedi due volte al giorno di prendere e rimettere il computer nell'armadio, o di alzare o abbassare lo schienale del letto...<br /><br />Poi verranno i medici, che staranno ad acoltare ogni tuo sintomo, dai dolorini tra le costole alle allucinazioni da post anestesia, passando per i colori dei rifiuti solidi... E le fisioterapiste, che durante le sessioni a cercare di sbloccare muscoli che sembrano inutilizzati da secoli, terrai aggiornate sulle imprevidibili acrobazie (a)ritmiche del tuo cuore...<br /><br />E infine, come sempre, i Santissimi Mamma e Pap&agrave;, che faranno la spola due, tre o quattro volte al giorno dentro e fuori dal centro di riabilitazione, cos&igrave; che alla fine il mio armadietto poteva fornire di cibo per una settimana un reggimento...<br /><br />Cos&igrave;, con il loro aiuto, alla fine giungerai alla tua meta, e armato di foglio di dimissioni potrai andare di nuovo per le vie del mondo, insieme ai tuoi fedeli compagni Sir Coumadin e il settenano Carvedilolo (fratello di Atenololo, Metoprololo, Propranololo etc...).<br /><br />La riabilitazione &egrave; finita, andate in pace - e fate molto movimento!<br /><br /><br />Di nuovo, un grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato, visitato, pensato, sopportato in queste settimane!!!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.fornaeffe.net/dblog/articolo.asp?articolo=153]]></link>
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	<dc:date>2011-06-18T16:29:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>fornaeffe</dc:creator>
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	</channel></rss>
