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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di fornaeffe  19/07/2010  18:23:21, in I Care - A me importa,  16 visite
"Sono partigiano, perciò odio chi non parteggia, odio l'indifferenza"
(Antonio Gramsci)

Oggi sembra sbagliato parlare di politica, anzi sembra proprio sbagliata la politica. Sembra che schierarsi sia una cosa scorretta, disdicevole.

Io penso, invece, che sia giusto, anzi necessario, prendere posizione, dire chiaramente come vediamo noi le cose: perché è così che ci si può confrontare, è così che, se siamo capaci di discutere, anzi, di parlare, possiamo formarci delle vere coscienze politiche, cioè in grado di occuparsi, anzi preoccuparsi del bene, del futuro e del destino di tutti, di quella che è la nostra comunità, gli uomini e le donne con i quali stiamo affrontando le sfide della vita.

E penso che oggi, nell'anniversario della morte di Paolo Borsellino, sia importante riflettere su quello che stiamo facendo, se stiamo seguendo le orme di lui e degli altri che hanno dato la vita, e non solo, per una società migliore, o se piuttosto ci stiamo addormentando nel nostro compito di vegliare sulla giustizia.

E allora, lo voglio dire chiaramente: io penso che, negli ultimi anni, siano stati presi diversi provvedimenti, sotto gli occhi di tutti, chiaramente a favore della mafia, della criminalità organizzata, dell'illegalità perpetrata dai potenti; e nella maggior parte dei casi mi sembra che siano stati proposti e voluti da una precisa parte politica.

Penso al provvedimento che toglie la redistribuzione dei terreni confiscati alla mafia alle associazioni antimafia, per metterli all'asta: facendosì che vengano acquistati da chi, sul territorio, ha maggior potere economico e politico, cioè la mafia stessa.

Penso al limite di età introdotto per la presidenza della Procura Nazionale Antimafia, che ha di fatto tolto a Giancarlo Caselli la possibilità di ricoprire quell'incarico proprio nel momento in cui stava per essere nominato.

Penso alla depenalizzazione del falso in bilancio, al DDL intercettazioni, al disegno di legge (non so se approvato) che limita la possibilità di usare le dichiarazioni dei pentiti.


Non penso di avere la verità in tasca, ma non riesco a vedere un motivo in tutto questo che non sia, appunto, quello di chiudere gli occhi di fronte all'ingiustizia, o peggio di agire volontariamente a favore della mafia.
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Di fornaeffe  16/07/2010  10:14:26, in I Care - A me importa,  10 visite
Roma: Documento dei Presidi della Sapienza, 8 luglio 2010, approvato all’unanimità dal Senato Accademico del 13 luglio 2010.

Mercoledì 14 Luglio 2010   -   17:49:56

I sottoscritti Presidi di Facoltà della Sapienza hanno valutato la situazione risultante dalla manovra finanziaria approvata dal Governo e da alcuni aspetti del DDL 1905 in esame in Parlamento, oltre che da precedenti disposizioni legislative, e manifestano il proprio forte disagio nei confronti di interventi normativi, che colpiscono duramente l’intera Università, quasi che essa fosse, in quanto parte del settore pubblico, tra i principali responsabili delle attuali difficoltà economiche.

Le pesanti misure del dispositivo finanziario, destinate a trovare attuazione entro un quadro normativo già restrittivo sul piano dei finanziamenti, pongono in discussione la stessa sopravvivenza dell’Università pubblica. La manovra riduce le risorse destinate all’Università, e quindi alla ricerca e alla formazione, fondamentali per lo sviluppo del Paese.

I Presidi di Facoltà della Sapienza constatano:

1. che è confermato il taglio di 1.3 miliardi di euro del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università;
2. che il Fondo di Finanziamento Ordinario già nel 2011 non sarà in grado di coprire neppure la spesa per il personale, al netto dei pensionamenti e considerando il blocco delle assunzioni; questa situazione, come ha dichiarato il sen. Valditara (PdL), impedirà “la vita stessa degli Atenei”;
3. che, fatta eccezione per procedure di valutazione comparativa avviate da tempo, in attesa della nuova normativa sul reclutamento, non è possibile bandire nuovi posti di docente e che non viene offerta alcuna prospettiva neanche per i giovani studiosi di maggior valore;
4. che, in seguito ai pensionamenti, nell’anno 2010 si è avuta una riduzione dell’organico di oltre il 10% e che si prevede che circa un terzo dell’attuale corpo docente tra cinque anni non sarà più in servizio;

Inoltre, la giustificata protesta dei ricercatori universitari, che nella grande maggioranza non hanno dato la loro disponibilità a sostenere incarichi didattici, priva le Facoltà di un contributo essenziale per lo svolgimento dei corsi. In queste difficili condizioni, i Presidi della Sapienza dichiarano che non è possibile sostenere l’offerta formativa prevista per il prossimo anno accademico 2010-11, con grave danno per gli studenti, per le loro famiglie e per il Paese tutto. Prevedono che nei prossimi anni verranno soppressi numerosi corsi di studio e saranno fortemente ridotte le possibilità di accesso all’Università pubblica.

I Presidi concordano nel manifestare la loro preoccupazione per la gravissima crisi in cui si dibatte il nostro sistema universitario e sono convinti che siano necessarie razionalizzazioni e innovazioni anche radicali, in particolare per quanto riguarda la valutazione della ricerca e della didattica. Denunciano il pericolo che il nuovo modello di Università, che deriva da una drastica riduzione delle risorse, precluderà a larga parte delle nuove generazioni l’accesso all’istruzione universitaria. Così si arriverà anche alla chiusura di uffici, biblioteche e laboratori per carenza di personale tecnico-amministrativo.

Per scongiurare queste conseguenze ed avviare un rinnovamento dell’Università, i Presidi delle Facoltà della Sapienza ritengono indispensabile:

1. che venga eliminato il taglio di 1.3 miliardi di euro al FFO;
2. che vengano riattivate le procedure di reclutamento per garantire il ricambio del corpo docente;
3. che nel DDL 1905 sia definito lo stato giuridico dei ricercatori a tempo indeterminato, con il riconoscimento giuridico ed economico della funzione docente;
4. che, come previsto per altre categorie del pubblico impiego, dopo il triennio 2011-13 sia possibile recuperare, anche prevedendo meccanismi di valutazione, la perdita derivante dal blocco degli scatti, che penalizza particolarmente i più giovani.

Roma, 13/7/2010

Il Preside della Facoltà di Architettura “Quaroni” Prof. Renato Masiani
Il Preside della Facoltà di Architettura “Valle Giulia” Prof. Livio De Santoli
Il Preside della Facoltà di Economia Prof. Attilio Celant
Il Preside della Facoltà di Filosofia Prof. Marta Fattori
Il Preside della Facoltà di Giurisprudenza Prof. Mario Caravale
Il Preside della Facoltà di Ingegneria Prof. Fabrizio Vestroni
Il Preside della Facoltà di Ingegneria Aeronautica e dello Spazio Prof. Filippo Sabetta
Il Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Informazione Prof. Paolo Lampariello
Il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Prof. Franco Piperno
Il Vice Preside della Facoltà di Medicina I Prof. Eugenio Gaudio
Il Preside della Facoltà di Medicina II Prof. Vincenzo Ziparo
Il Preside della Facoltà di Psicologia I Prof. Maria D’Alessio
Il Preside della Facoltà di Psicologia II Prof. Gian Vittorio Caprara
Il Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Prof. Mario Morcellini
Il Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche Prof. Roberto Nicolai
Il Preside della Facoltà di Sociologia Prof. Luciano Zani
Il Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Prof. Elvidio Lupia Palmieri
Il Preside della Facoltà di Scienze Politiche Prof. Gianluigi Rossi
Il Preside della Facoltà di Scienze Statistiche Prof. Gabriella Salinetti
Il Preside della Scuola Speciale Archivisti e Bibliotecari Prof. Attilio De Luca
Il Preside della Facoltà di Studi Orientali Prof. Federico Masini
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Di fornaeffe  08/07/2010  11:47:30, in I Care - A me importa,  11 visite
 Un ambito libero e vero è presupposto determinante per svolgere un incisivo ruolo educativo.
L’assenza di libertà e di verità pregiudica la costruzione di una società equa e giusta.
Qualsiasi tentativo di mettere a repentaglio l’esistenza di tale auspicato contesto sociale, sollecita riflessioni e azioni da parte della cittadinanza.
L’Agesci è impegnata nell’accompagnamento alla crescita ed alla formazione di persone libere.
Per sperare di realizzare tale obiettivo ci appare indispensabile operare in un contesto di verità.
In educazione la verità serve come l’aria per respirare!
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e con ogni altro mezzo di diffusione, così come costituzionalmente previsto.
L’informazione ed i mezzi di comunicazione, oggi più di ieri, condizionano ed orientano le coscienze, ma sono insostituibile strumento per la formazione delle coscienze stesse.
La loro pluralità e la loro libertà sono elementi determinanti per contribuire alla  formulazione di un personale e libero pensiero.
La normativa in vigore (1) e quella in via di approvazione da parte del Parlamento - tesa a regolamentare la comunicazione nel nostro Paese - rischia di porre le basi legislative per umiliare la libertà di stampa e di informazione. Appare evidente come nell’educazione siano determinanti “le scelte di oggi, in un mondo che cambia”.
Con passione educativa non rinunciamo al ruolo di sentinelle a cui con lungimiranza il Patto Associativo Agesci richiama: “L'AGESCI, consapevole di essere una realtà nel mondo giovanile, sente la responsabilità di dare voce a chi non ha voce e di intervenire su tematiche educative e politiche giovanili sia con giudizi pubblici che con azioni concrete”.
Lo scautismo esprime positività nell’uomo e speranza nei giovani come imprescindibile opportunità per la realizzazione di un mondo migliore sensibilizzando “…ad essere cittadini attivi attraverso l'assunzione personale e comunitaria delle responsabilità che la realtà ci presenta” ed ancora sostenendo “…un impegno concreto della comunità, svolto con spirito critico ed attento a formulare proposte per la prevenzione e la soluzione dei problemi”.
Ribadiamo l’importanza di porre in essere, da parte di tutti, ed in modo particolare di chi ha le maggiori responsabilità, buone pratiche per assicurare la migliore fruizione possibile delle informazioni, garantendo il rispetto delle persone e del loro diritto alla libertà di pensiero e di critica, anche attraverso il servizio di una stampa libera ed autonoma, come quella che anche le associazioni, i movimenti, il terzo settore in genere tentano di offrire.
Assicuriamo, nel contempo, il nostro costante impegno per una educazione alla legalità ed alla buona cittadinanza.

Alberto Fantuzzo e Paola Stroppiana
Presidenti del Comitato nazionale AGESCI  - Roma, 20 giugno 2010


(1) Abolizione tariffe postali agevolate all’editoria no profit solo parzialmente ripristinate
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Di fornaeffe  29/06/2010  21:33:42, in Le cose belle della vita,  19 visite
Non aspettare
di finire l'università,
di innamorarti,
di trovare lavoro,
di sposarti,
di avere figli,
di vederli sistemati,
di perdere quei 10 chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera, l'estate,
l'autunno o l'inverno.

Non c'è momento migliore di questo per essere Felice.
La Felicità è un Percorso, Non una destinazione!!

 [Madre Teresa di Calcutta?]

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Di fornaeffe  29/06/2010  11:32:58, in I Care - A me importa,  16 visite
Riceviamo e pubblichiamo.
La redazione di Informare per Resistere è certa della situazione che viene descritta in questa mail perchè siamo stati moltissime volte a L'Aquila e abbiamo visto con i nostri occhi il grave disagio che non viene riportato nei telegiornali.
Abbiamo più volte fatto interviste e video per far sapere a tutti ciò che sta accadendo e che viene abilmente nascosto dalla Rai e dalla Mediaset, lo abbiamo fatto gratuitamente e continuiamo a stupirci di quei giornalisti che, dopo aver giurato di fare di tutto per informare, continuano a sottostare al regime in atto.
Vi preghiamo di far girare, che tutti sappiano!

La redazione di Informare per Resistere


Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,
per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre
del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno
ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho
detto a chi di dovere.

Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi
dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio
di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una
scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di
Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo
proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle
cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro
militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando
voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le
racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che
non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare
noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a
pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto
che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno
regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.

Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo
torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non
pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa
,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo
contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un
affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun
controllo.Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto
Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma. La sento
respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a
prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che
abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio.
O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla
loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei
professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole
superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema.
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete
restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo.
Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
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Di fornaeffe  16/06/2010  19:39:01, in I Care - A me importa,  20 visite
Il lupetto pensa agli altri come a se stesso;
il lupetto vive con gioia e lealtà insieme al Branco.

Di due articoli, è fatta la Legge del Branco.
E due sono anche i comandamenti dati da Gesù ai suoi discepoli:

Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente,
e ama il prossimo tuo come te stesso.

In reparto, gli articoli diventano dieci: nessuno è mai morto a impararli a memoria, comunque...


Le Leggi italiane, invece, sono decine di migliaia. Di leggi, non di articoli.
Non so nemmeno quante sono, esattamente, figurarsi conoscerne il contenuto.

Ora, qui sorge subito un problema: dato che l'ignoranza della legge non è una scusante, come faccio a sapere quando sto infrangendo una legge che non conosco?

Ora, se io ho molti soldi, posso pagare un avvocato che di mestiere si impara tutte (o quasi) le leggi, che a sua volta paga qualcuno che pubblica i testi su cui sono riassunte le leggi (eh sì, perché almeno fino a che non esisteva www.normattiva.it, non era nemmeno semplice trovarle, le leggi italiane).

Se io invece non ho tutti quei soldi, o non voglio spenderli in avvocati, non so esattamente cosa posso fare e cosa no, così vivo nel timore di poter infrangere qualche norma, così o incomincio a odiare il sistema e diventare un dissidente o un delinquente, o mi limito a comportarmi "come tutti gli altri", per evitare che facendo cose fuori dall'ordinario vada a fare qualcosa di illegale. (Ovvio che sono estremizzazioni, ma sono utili a capire)

Il risultato è che, per chi ha soldi, cambia poco; chi non ha soldi si sottomette a chi ha padronanza della legge (cioè chi ha soldi) se non vuole diventare un "fuorilegge"; e per tutti quelli che lavorano come "interpreti" della legge (avvocati, notai, consulenti legali, commercialisti, etc...) è interesse (esplicito o involontario) che questa sia sempre più complicata, in modo che il loro lavoro sia sempre più necessario.

Così, uno strumento nato per assicurare a tutti gli uomini gli stessi diritti, diventa uno strumento di potere.



Io penso che la Legge sia indispensabile, in ogni comunità.
Credo però che sia indispensabile che tutti la conoscano, e che sia sentita da tutti come propria.

Se ci sforzassimo un po', a rendere tutto più semplice, credo che le cose funzionerebbero meglio.
E saremmo molto più fieri della nostra Legge e del nostro Paese.

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Di fornaeffe  13/06/2010  23:08:11, in Pagine di diario,  21 visite
...Stretto tra il cielo e la terra, sotto gli artigli di un drago,
nelle parole che dico al vicino, questo tesoro dov'è?

...Sepolto in fondo alla storia, chissà se brilla, chissà;
sarà un segreto grande davvero, certo è nascosto, ma c'é!

E quando lo trovi spargiamolo intorno, per monti, mari, valli e città:
un tesoro nel campo, un tesoro nel cielo,
puoi costruire ciò che non c'è...


E' apparsa dalla nebbia, lentamente e maestosamente, come se stessimo uscendo dal mondo reale per entrare in quello del sogno.

La Raìs del Golfo, beccheggiando su un mare decisamente inquieto, portava i suoi cinquanta passeggeri, e i loro stomaci duramente provati dalle onde, al molo di cala Maestra dell'isola di Montecristo.

Il viaggio di due ore e mezza era, in realtà, cominciato molto prima: diciamo un paio d'anni prima, nel sottotetto della Cascina che è la sede ASA, quando nel solito gruppo di aspiranti ambientalisti si diceva "perché invece dei soliti progetti non facciamo qualcosa di figo, che non potremmo fare altrimenti, che so... Andare sull'isola di Montecristo???".

Grazie all'impegno di Mauro e della Sofia per primi, grazie ai fax, alle telefonate, all'intercessione di Viaroli, ecco che, un giorno non ben precisato di quest'inverno, un fax del Ministero dell'Ambiente annuncia che è stato concesso un permesso per 20 persone dell'associazione AISA Parma per l'accesso alla Riserva Naturale dell'isola di Montecristo.

Quindi si riparte: fax, telefonate, riunioni, liste d'attesa, barca, ostello o non ostello, treno o macchina, gente che va, gente che si aggiunge, gente che non può camminare (tipo il sottoscritto)... E il 10 giugno, alle 7.45 (orario relativo, variabile in funzione della - ancor più relativa - puntualità dei partecipanti) una improbabile compagnia fatta di ambientalisti di svariate età, un'ingegnere, una chimica e un informatico, partiva da Parma alla volta di Piombino (o meglio, di un ostello solitario abbarbicato in una valle costellata di miniere abbandonate e non, relativamente vicino a Piombino).

Non c'è stato solo Montecristo, naturalmente: prima - e dopo - c'è stato il mare e la spiaggia di Baratti, le disquisizioni su come si monta un aquilone, gli autovelox, i camerieri della sagra del fusillo che sono meglio delle cameriere del ristorante sulla spiaggia, le vecchie che ci insegnavano a ballare il liscio, l'attraversamento della giungla toscana per raggiungere la Buca delle Fate (sbagliando strada, tanto che se tre compagni non mi avessero aspettato, probabilmente ora non saprei che cos'è, la Buca delle Fate...), il vetro rotto, le ore passate a decidere cosa fare, il limoncino, l'Acqua di Alta Qualità...


Ma il centro, il cuore del viaggio era lì, a metà tra l'Italia e la Francia.

Non so se da qualche parte, nascosto in qualche anfratto del granito, sotto una delle vette di quella montagna che sbuca dal mare, si nascondono forzieri pieni d'oro, d'argento, gioielli e pietre preziose, portati dai fenici che hanno abitato per primi l'isola, o dai romani, o dai monaci guerrieri che hanno vissuto nel monastero che diventò poi un bersaglio per la Reale Marina Militare Italiana.


So che le coste e le valli dell'isola, coperte di cespugli aromatici di rosmarino, cisto, maro, erica, danno casa e cibo alle capre, alla berta minore, al cucciolo di falco pellegrino che davanti a noi inseguiva gridando i suoi genitori mentre imparava a cacciare, ai ratti, alle lepri, alle vipere, ai gabbiani, a Brina il cane dei custodi...

So che, riparato tra le braccia di Cala Maestra, un piccolo angolo di strano paradiso mediterraneo custodisce i quattro custodi dell'isola: due guardie forestali e una coppia di montanari del nord-est che hanno deciso di vivere la loro vita in un posto collegato solo una volta ogni due settimane col resto del mondo.

So che, seduti sul prato all'ombra della robinia e degli oleandri, ascoltavamo dalle labbra di Luciana quello che, in fondo, è il motivo per cui almeno diversi di noi stanno passando questi anni in cascina, e che per lei e Giorgio è la spinta che li ha portati due volte a diventare custodi dell'isola, e che è il motivo per cui Montecristo è così e deve restare così, checché ne dica l'attuale Ministro dell'Ambiente.


So che adesso dallo zaino sono venuti fuori, oltre al sacchetto degli improbabili panini al lardo e provola, alla bottiglia con ancora un po' d'Acqua di Alta Qualità, anche le parole di Luciana, i piedi per terra di Giorgio, il sorriso della Gigia, la stretta di mano di Mattia, la stanchezza di Fabio, le incazzature di Andrea, le chiacchiere con la Je, un po' di tutti i miei compagni di viaggio.


Io, penso di averlo trovato, il tesoro.


E devo ringraziare mille volte Mauro e la Sofia che sono riusciti a trovarmi un posticino sull'isola all'ultimo momento...!!!



Ecco, avevo promesso di dire la mia su Montecristo: fatto!
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Di fornaeffe  23/05/2010  14:21:07, in Questo meraviglioso mondo,  33 visite
ma elleboro fetido!

Helleborus foetidus L.



Alta val Magra (MS), 500m, 16 apr 2010.

Scheda su Acta Plantarum
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Di fornaeffe  21/05/2010  22:34:05, in Questo meraviglioso mondo,  34 visite
Scilla bifolia L.



Monte Formigare (PR), 1160m, 30 apr 2010.

Pianta protetta!
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Di fornaeffe  21/05/2010  22:06:16, in Questo meraviglioso mondo,  30 visite
Taraxacum palustre (gruppo)



Rio Baganzolo (PR), 1100m, 30 apr 2010.

Grazie al forum per l'aiuto nella determinazione!
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