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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di fornaeffe 29/06/2010 21:33:42, in Le cose belle della vita, 29 visite
Non aspettare
di finire l'università,
di innamorarti,
di trovare lavoro,
di sposarti,
di avere figli,
di vederli sistemati,
di perdere quei 10 chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera, l'estate,
l'autunno o l'inverno.
Non c'è momento migliore di questo per essere Felice.
La Felicità è un Percorso, Non una destinazione!!
[Madre Teresa di Calcutta?]
di finire l'università,
di innamorarti,
di trovare lavoro,
di sposarti,
di avere figli,
di vederli sistemati,
di perdere quei 10 chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera, l'estate,
l'autunno o l'inverno.
Non c'è momento migliore di questo per essere Felice.
La Felicità è un Percorso, Non una destinazione!!
[Madre Teresa di Calcutta?]
Di fornaeffe 29/06/2010 11:32:58, in I Care - A me importa, 34 visite
Riceviamo e pubblichiamo.
La redazione di Informare per Resistere è certa della situazione che viene descritta in questa mail perchè siamo stati moltissime volte a L'Aquila e abbiamo visto con i nostri occhi il grave disagio che non viene riportato nei telegiornali.
Abbiamo più volte fatto interviste e video per far sapere a tutti ciò che sta accadendo e che viene abilmente nascosto dalla Rai e dalla Mediaset, lo abbiamo fatto gratuitamente e continuiamo a stupirci di quei giornalisti che, dopo aver giurato di fare di tutto per informare, continuano a sottostare al regime in atto.
Vi preghiamo di far girare, che tutti sappiano!
La redazione di Informare per Resistere
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,
per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre
del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno
ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho
detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi
dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio
di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una
scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di
Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo
proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle
cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro
militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando
voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le
racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che
non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare
noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a
pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto
che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno
regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo
torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non
pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa
,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo
contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un
affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun
controllo.Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto
Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma. La sento
respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a
prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che
abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio.
O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla
loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei
professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole
superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema.
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete
restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo.
Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
La redazione di Informare per Resistere è certa della situazione che viene descritta in questa mail perchè siamo stati moltissime volte a L'Aquila e abbiamo visto con i nostri occhi il grave disagio che non viene riportato nei telegiornali.
Abbiamo più volte fatto interviste e video per far sapere a tutti ciò che sta accadendo e che viene abilmente nascosto dalla Rai e dalla Mediaset, lo abbiamo fatto gratuitamente e continuiamo a stupirci di quei giornalisti che, dopo aver giurato di fare di tutto per informare, continuano a sottostare al regime in atto.
Vi preghiamo di far girare, che tutti sappiano!
La redazione di Informare per Resistere
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,
per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre
del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno
ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho
detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi
dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio
di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una
scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di
Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo
proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle
cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro
militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando
voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le
racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che
non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare
noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a
pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto
che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno
regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo
torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non
pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa
,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo
contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un
affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun
controllo.Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto
Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma. La sento
respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a
prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che
abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio.
O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla
loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei
professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole
superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema.
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete
restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo.
Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Di fornaeffe 16/06/2010 19:39:01, in I Care - A me importa, 34 visite
Il lupetto pensa agli altri come a se stesso;
il lupetto vive con gioia e lealtà insieme al Branco.
il lupetto vive con gioia e lealtà insieme al Branco.
Di due articoli, è fatta la Legge del Branco.
E due sono anche i comandamenti dati da Gesù ai suoi discepoli:
Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente,
e ama il prossimo tuo come te stesso.
e ama il prossimo tuo come te stesso.
In reparto, gli articoli diventano dieci: nessuno è mai morto a impararli a memoria, comunque...
Le Leggi italiane, invece, sono decine di migliaia. Di leggi, non di articoli.
Non so nemmeno quante sono, esattamente, figurarsi conoscerne il contenuto.
Ora, qui sorge subito un problema: dato che l'ignoranza della legge non è una scusante, come faccio a sapere quando sto infrangendo una legge che non conosco?
Ora, se io ho molti soldi, posso pagare un avvocato che di mestiere si impara tutte (o quasi) le leggi, che a sua volta paga qualcuno che pubblica i testi su cui sono riassunte le leggi (eh sì, perché almeno fino a che non esisteva www.normattiva.it, non era nemmeno semplice trovarle, le leggi italiane).
Se io invece non ho tutti quei soldi, o non voglio spenderli in avvocati, non so esattamente cosa posso fare e cosa no, così vivo nel timore di poter infrangere qualche norma, così o incomincio a odiare il sistema e diventare un dissidente o un delinquente, o mi limito a comportarmi "come tutti gli altri", per evitare che facendo cose fuori dall'ordinario vada a fare qualcosa di illegale. (Ovvio che sono estremizzazioni, ma sono utili a capire)
Il risultato è che, per chi ha soldi, cambia poco; chi non ha soldi si sottomette a chi ha padronanza della legge (cioè chi ha soldi) se non vuole diventare un "fuorilegge"; e per tutti quelli che lavorano come "interpreti" della legge (avvocati, notai, consulenti legali, commercialisti, etc...) è interesse (esplicito o involontario) che questa sia sempre più complicata, in modo che il loro lavoro sia sempre più necessario.
Così, uno strumento nato per assicurare a tutti gli uomini gli stessi diritti, diventa uno strumento di potere.
Io penso che la Legge sia indispensabile, in ogni comunità.
Credo però che sia indispensabile che tutti la conoscano, e che sia sentita da tutti come propria.
Se ci sforzassimo un po', a rendere tutto più semplice, credo che le cose funzionerebbero meglio.
E saremmo molto più fieri della nostra Legge e del nostro Paese.
Di fornaeffe 13/06/2010 23:08:11, in Pagine di diario, 36 visite
...Stretto tra il cielo e la terra, sotto gli artigli di un drago,
nelle parole che dico al vicino, questo tesoro dov'è?
...Sepolto in fondo alla storia, chissà se brilla, chissà;
sarà un segreto grande davvero, certo è nascosto, ma c'é!
E quando lo trovi spargiamolo intorno, per monti, mari, valli e città:
un tesoro nel campo, un tesoro nel cielo,
puoi costruire ciò che non c'è...
nelle parole che dico al vicino, questo tesoro dov'è?
...Sepolto in fondo alla storia, chissà se brilla, chissà;
sarà un segreto grande davvero, certo è nascosto, ma c'é!
E quando lo trovi spargiamolo intorno, per monti, mari, valli e città:
un tesoro nel campo, un tesoro nel cielo,
puoi costruire ciò che non c'è...

E' apparsa dalla nebbia, lentamente e maestosamente, come se stessimo uscendo dal mondo reale per entrare in quello del sogno.
La Raìs del Golfo, beccheggiando su un mare decisamente inquieto, portava i suoi cinquanta passeggeri, e i loro stomaci duramente provati dalle onde, al molo di cala Maestra dell'isola di Montecristo.
Il viaggio di due ore e mezza era, in realtà, cominciato molto prima: diciamo un paio d'anni prima, nel sottotetto della Cascina che è la sede ASA, quando nel solito gruppo di aspiranti ambientalisti si diceva "perché invece dei soliti progetti non facciamo qualcosa di figo, che non potremmo fare altrimenti, che so... Andare sull'isola di Montecristo???".
Grazie all'impegno di Mauro e della Sofia per primi, grazie ai fax, alle telefonate, all'intercessione di Viaroli, ecco che, un giorno non ben precisato di quest'inverno, un fax del Ministero dell'Ambiente annuncia che è stato concesso un permesso per 20 persone dell'associazione AISA Parma per l'accesso alla Riserva Naturale dell'isola di Montecristo.
Quindi si riparte: fax, telefonate, riunioni, liste d'attesa, barca, ostello o non ostello, treno o macchina, gente che va, gente che si aggiunge, gente che non può camminare (tipo il sottoscritto)... E il 10 giugno, alle 7.45 (orario relativo, variabile in funzione della - ancor più relativa - puntualità dei partecipanti) una improbabile compagnia fatta di ambientalisti di svariate età, un'ingegnere, una chimica e un informatico, partiva da Parma alla volta di Piombino (o meglio, di un ostello solitario abbarbicato in una valle costellata di miniere abbandonate e non, relativamente vicino a Piombino).
Non c'è stato solo Montecristo, naturalmente: prima - e dopo - c'è stato il mare e la spiaggia di Baratti, le disquisizioni su come si monta un aquilone, gli autovelox, i camerieri della sagra del fusillo che sono meglio delle cameriere del ristorante sulla spiaggia, le vecchie che ci insegnavano a ballare il liscio, l'attraversamento della giungla toscana per raggiungere la Buca delle Fate (sbagliando strada, tanto che se tre compagni non mi avessero aspettato, probabilmente ora non saprei che cos'è, la Buca delle Fate...), il vetro rotto, le ore passate a decidere cosa fare, il limoncino, l'Acqua di Alta Qualità...
Ma il centro, il cuore del viaggio era lì, a metà tra l'Italia e la Francia.
Non so se da qualche parte, nascosto in qualche anfratto del granito, sotto una delle vette di quella montagna che sbuca dal mare, si nascondono forzieri pieni d'oro, d'argento, gioielli e pietre preziose, portati dai fenici che hanno abitato per primi l'isola, o dai romani, o dai monaci guerrieri che hanno vissuto nel monastero che diventò poi un bersaglio per la Reale Marina Militare Italiana.

So che le coste e le valli dell'isola, coperte di cespugli aromatici di rosmarino, cisto, maro, erica, danno casa e cibo alle capre, alla berta minore, al cucciolo di falco pellegrino che davanti a noi inseguiva gridando i suoi genitori mentre imparava a cacciare, ai ratti, alle lepri, alle vipere, ai gabbiani, a Brina il cane dei custodi...
So che, riparato tra le braccia di Cala Maestra, un piccolo angolo di strano paradiso mediterraneo custodisce i quattro custodi dell'isola: due guardie forestali e una coppia di montanari del nord-est che hanno deciso di vivere la loro vita in un posto collegato solo una volta ogni due settimane col resto del mondo.
So che, seduti sul prato all'ombra della robinia e degli oleandri, ascoltavamo dalle labbra di Luciana quello che, in fondo, è il motivo per cui almeno diversi di noi stanno passando questi anni in cascina, e che per lei e Giorgio è la spinta che li ha portati due volte a diventare custodi dell'isola, e che è il motivo per cui Montecristo è così e deve restare così, checché ne dica l'attuale Ministro dell'Ambiente.
So che adesso dallo zaino sono venuti fuori, oltre al sacchetto degli improbabili panini al lardo e provola, alla bottiglia con ancora un po' d'Acqua di Alta Qualità, anche le parole di Luciana, i piedi per terra di Giorgio, il sorriso della Gigia, la stretta di mano di Mattia, la stanchezza di Fabio, le incazzature di Andrea, le chiacchiere con la Je, un po' di tutti i miei compagni di viaggio.

Io, penso di averlo trovato, il tesoro.
E devo ringraziare mille volte Mauro e la Sofia che sono riusciti a trovarmi un posticino sull'isola all'ultimo momento...!!!
Ecco, avevo promesso di dire la mia su Montecristo: fatto!
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