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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di fornaeffe 03/04/2007 19:12:43, in Le cose belle della vita, 135 visite
Credo nell'uomo dai grossi scarponi,
che con passo libero annuncia pace,
incurante dei venti stagionali e del maltempo,
docile solo allo spirito,
si muove sugli stretti sentieri di Dio
che portano ad orizzonti impensati
e al cuore della povera gente.
Non credo all'uomo in pantofole
che si consuma nella sua angusta stanza.
che con passo libero annuncia pace,
incurante dei venti stagionali e del maltempo,
docile solo allo spirito,
si muove sugli stretti sentieri di Dio
che portano ad orizzonti impensati
e al cuore della povera gente.
Non credo all'uomo in pantofole
che si consuma nella sua angusta stanza.
Credo nell'uomo dai calzoncini corti,
dalle ginocchia nude, sempre pronto,
senza calcolo, a piegarsi in pura perdita
per adorare l'unico Signore e Padre,
dalle ginocchia nude, sempre pronto,
senza calcolo, a piegarsi in pura perdita
per adorare l'unico Signore e Padre,
e per lavare i piedi al fratello come lui peccatore.
Non credo all'uomo dei calzoni con la piega
adoratore e servitore di se stesso.
Non credo all'uomo dei calzoni con la piega
adoratore e servitore di se stesso.
Credo nell'uomo dalle maniche rimboccate,
presente ove si crea la vita e si costruisce la libertà,
che si sporca le mani in opere di giustizia,
caparbio nello sperare contro ogni speranza.
Non credo nell'uomo dai gemelli d'oro
che fa proclami e vende parole.
presente ove si crea la vita e si costruisce la libertà,
che si sporca le mani in opere di giustizia,
caparbio nello sperare contro ogni speranza.
Non credo nell'uomo dai gemelli d'oro
che fa proclami e vende parole.
Credo nell'uomo dal grande foulard variopinto,
fedele al gruppo e alle sue tradizioni,
leale nel condividere gli stessi utopici ideali,
capace di amicizia coi suoi
che gli rivelano sempre nuove cose da amare.
Non credo nell'uomo dal colletto bianco
che vive solo per la sua piccola SRL.
Credo nell'uomo dallo strano cappellone,
ridicolo per chi ha paura di perdere la faccia,
ridicolo per chi ha paura di perdere la faccia,
ma utile per mille usi,
adatto a chi vuol vivere da uomo di frontiera,
seminando germi di vita nuova
adatto a chi vuol vivere da uomo di frontiera,
seminando germi di vita nuova
anche nel deserto delle nostre città.
Non credo nell'uomo manichino
Non credo nell'uomo manichino
esposto nelle vie del corso.
Credo nell'uomo che suda sotto il carico dello zaino,
svuotato delle proprie meschine cose
e riempito degli angoscianti problemi dell'umanità,
buon samaritano che riaccende la gioia di vivere.
Non credo nell'uomo che conosce
svuotato delle proprie meschine cose
e riempito degli angoscianti problemi dell'umanità,
buon samaritano che riaccende la gioia di vivere.
Non credo nell'uomo che conosce
i nodi mondo solo dal giornale.
Credo nell'uomo dei boschi,
libero e attento a cogliere i segni rivelatori
del Mistero nascosto in ogni creatura,
per vivere al ritmo della fraternità universale,
profeta sicuro di un domani più umano.
Non credo nell'uomo seduto al bar
che ripete i discorsi di tutti.
libero e attento a cogliere i segni rivelatori
del Mistero nascosto in ogni creatura,
per vivere al ritmo della fraternità universale,
profeta sicuro di un domani più umano.
Non credo nell'uomo seduto al bar
che ripete i discorsi di tutti.
In questo uomo io credo,
Tu, Signore, aiuta la mia fede.
Tu, Signore, aiuta la mia fede.
Di fornaeffe 15/03/2007 22:33:58, in Le cose belle della vita, 41 visite
...
Mi chiamano Gesù e faccio il pescatore,
e del mare e del pesce sento ancora l'odore,
di mio Padre e mia Madre, su questa Croce,
nelle notti d'estate, sento ancora la voce.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita:
e del mare e del pesce sento ancora l'odore,
di mio Padre e mia Madre, su questa Croce,
nelle notti d'estate, sento ancora la voce.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita:
che fantastica storia è la vita.
Di fornaeffe 29/01/2007 10:29:56, in Pagine di diario, 34 visite
...è una mano di briscola in 5: se hai in tutto 4 punti in mano e la tua briscola più alta è un due, è inutile stare a pensare cosa potresti fare con asso-tre-re-cavallo e fante, ma devi giocare fino in fondo con le carte che hai.
Dopotutto, io con un due ho fatto anche più di 30 punti!
Di fornaeffe 03/01/2007 23:30:35, in Pagine di diario, 46 visite
Grazie, 2006
perché, dopo un 2005 passato a stare male, è stato un ottimo anno in cui ricominciare;
per i miei ultimi mesi con i miei grandi compagni del corso di cui nessuno sa il nome;
per la gita al Lago di Garda, la grigliata a casa di Pietro, l'ultima pizzata di classe, la gita con l'Elena e la Robby e infine, a Natale, un nuovo incontro con le mie due amiche del Pilastrello;
per i miei lupi, per le riunioni e le uscite, per la caccia di Roccalanzona alla ricerca della Legge dell'Erica;
per le mie "prime" VdB nel posto più sperduto dell'Appennino;
per Venezia, dove ho capito che è ora di cominciare pian piano a lasciare la strada dei miei e seguire la mia;
per gli infiniti viaggi sul furgoncino di zona, le pietre smontate da Signatico, una route passata tra i guanti da lavoro, il piccone e le levigatrici, per la Miniera e la Torre di Pisa, per la croce spaccata e incollata, per le tonnellate di "Tassulla", per i "genitauri" e le megagrigliate, infine per la festa notturna prima dell'inaugurazione; insomma per la costruzione dell'altare di Sasso;
per la partenza del Giulio, e perché "non è necessario capire tutto per essere felici";
per tutte le gite in montagna:
per l'inverno con i Ceresa all'hotel Zaluna, con le "camere al miele", lo snowboard, il bob, lo sci di fondo e la mangiata a Malga Ora;
per Auronzo a Maggio, il lago di Misurina, i figli di Molin e il Vajont;
per Predazzo la settimana dell'esame, la Val Venegia, i labirinti del Latemar, le otto ore di macchina in un giorno per tornare a Parma e ritornare su;
per Penia con Guido, l'anello della Val Contrin, i simpatici compagni di viaggio e gli scarponi stretti di Guido, l'anello del Sassolungo, le Torri del Vajolet e il Passo Santner, la Marmolada...
per l'esame di maturità, con il tema "Può uno scienziato amare?", l'impianto infinito, e il grande successo dei miei programmini, e subito dopo la conferenza di cardiologia con Hagler;
per Ortisé, il "campo degli abbracci": per tutte le persone incredibili con cui l'ho vissuto, per la salita di notte ai Brentei e lo spettacolo alle sei del mattino, per l'anello del Careser e il monte Peller, per la nostra casa, per la sera da Fabio, per Saboteur...
per Lourdes, le 19 ore di viaggio e il Risiko in corriera, per il Village des Jeunes, il servizio con gli anziani dal Salus ai santuari, per le scout FSE abruzzesi e per le ragazze dell'UNITALSI, per "il luogo che toglie i dubbi di fede... insieme alla fede!", anche per la stanchezza e la tensione esagerata, per l'ultima stroncante fatica di caricare i bagagli sul treno, per il pranzo-rivolta al McDonald, per la serata dei "problemi di Clan", per i Pirenei, l'acqua non potabile, le messe di Don Matteo, per la partenza di Ste.
per la ROSS, per le sessioni infinite, l'hike, il Jingle, "Coraggio" e "E se non fosse un sogno";
per il ritrovo post-ROSS, e per la cena a casa della Maria Chiara;
per l'Università, Tiripicchio e il suo maglione rosso, Fermi e i suoi voli filosofici, i pranzi alla mensa e al Fuori Corso, per la cena di corso, per il laboratorio che alla fine è sempre divertente;
per la route in Val di Susa;
per il servizio nel reparto del 5, il lancio in uscita insieme al Carcio, il Campo Invernale a Provazzano, con la Fara, Dede, il Tia e Gabri come cambusieri; la casa messa a posto incredibilmente in un giorno solo, i ride e i 26 km dei Puma, lo scherzone del Borghetti, il giocone finale con le starlight, la pizza nel forno a legna che ha affumicato la casa...
Per un capodanno di nuovo con la gente scout, in uno dei posti più irraggiungibili della provincia di Parma (S.Giustina di Bardi)...
Per tutto questo grazie all'anno che ho passato,
ma soprattutto grazie alle persone con cui l'ho vissuto.
Inoltre, devo ricordare questo 2006 per quello che è successo ad una sorellina che non ho mai visto, ma che mi ha segnato profondamente in questo autunno: Vika, che hanno strappato dalla sua famiglia e dalle persone che ama e hanno portato in Bielorussia, per "ragioni politiche e legali".
Non c'è tanto da ringraziare perché tutto questo è successo, ma c'è da ricordare, e ringraziare tutti quelli che non si sono tirati indietro e hanno creduto e lottato perché vincesse l'amore.
Per questo, grazie Ale e Chiara per il vostro coraggio, e per aver sopportato tutto quello che avete passato, grazie Luca per avermi dato la notizia, per avermi accolto e per avermi tenuto in contatto anche a Parma, per esserti giocato fino ad andare a Strasburgo; grazie don Danilo, grazie Letizia e grazie Anna...
Così saluto il 2006 con la speranza e la preghiera che Vika possa tornare presto, e che possa sapere che ci sono persone che le vogliono veramente bene.
Di fornaeffe 02/01/2007 14:37:19, in Le cose belle della vita, 46 visite
Essendomi goduto questo Natale - Capodanno ovunque, tranne che a casa mia, non sono riuscito ad aggiornare il blog, così mi tocca fare gli auguri in ritardo...
E come augurio voglio lasciarvi questi auguri di Don Tonino Bello, che a mia volta ho ricevuto:
Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie , fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi, che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”,e scrutano l’aurora , vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio, e vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Tonino Bello
Buon 2007 a tutti!
E auguri ai gemelli Falde, alla Letizia e a Martino che, se non sbaglio, compivano gli anni ieri!
Di fornaeffe 14/12/2006 16:08:34, in Pagine di diario, 60 visite
ovvero, la Route Invernale 2006 - Val di Susa:
- costringere la mamma a fare da tassita girando mezza Parma per caricare su gli altri (e i loro zaini);
- arrivare in stazione alle 6:40, e scoprire che il treno ha 30 minuti di ritardo;
- rompersi le scatole sulla pensilina guardando passare sul nostro binario tutti i treni del nord italia, escluso naturalmente l'unico che avremmo voluto veder passare;
- saliti sul treno a furia di spinte, accorgersi che i posti (prenotati da noi), sono anche prenotati da altre persone, che ovviamente sono già sedute e ci consigliano di rivolgerci alle FS per le rimostranze...
- restare bloccati per un'ora, con zaini e chitarra, nel corridoietto dell'intercity, affollato di passeggeri e di valige;
- alla prima stazione scendere dal treno e risalire di corsa sull'ultima carrozza alla ricerca di un posto libero, o, alternativa, farsi tutto il treno a piedi, nei corridoietti, trascinandosi lo zaino, con conseguende frattura delle ginocchia contro i seggiolini e odio eterno degli altri passeggeri;
- suonare e cantare, tanto perché gli altri passeggeri non ci odiano ancora abbastanza;
- giocare a 7 e mezzo;
- fare il giro turistico della stazione di Torino in attesa del treno successivo, comprando focacce e pizzette in abbondanza;
- giocare a 7 e mezzo;
- scendere alla stazione sbagliata, mentre si sta mettendo a piovere;
- farsi ospitare per pietà nell'oratorio del paese per il pranzo;
- giocare a Catechic;
- giocare al cruciverbone sulla carta di Clan, con gli occhi che si chiudono per il sonno da recuperare;
- camminare in calzoncini corti sotto la pioggia lungo la statale, guardando le macchine che ci suonano e i vermi che attraversano la strada (tipo lemming al suicidio);
- farsi narcotizzare da un qualche gas diffuso nella chiesa durante la Messa;
- apprezzare la praticità degli gnocchi che cuociono in 1 minuto e del galbanino;
- giocare a 7 e mezzo;
- scegliere il capitolo dell'anno affidandosi alla sorte (e ai 6 di Popo, e alla puzza del gorilla, e al grillotalpa che si sente fino a 600 m, e ai 4.000.000 di tacchini selvatici...)
- fare ore di coda per il bagno, aspettando le "inquiline del piano di sotto";
- farsi raccontare dal Dani la storia della buonanotte ("Balla Linda"...);
- svegliarsi e fare ore di coda per il bagno, aspettando le "inquiline del piano di sotto";
- far fuori due pacchi di biscotti in 4 a colazione;
- fare ore di coda per il bagno, per lavare le gavette, aspettando le "inquiline del piano di sotto";
- partire, e scoprire che sul sagrato dove stiamo facendo attività, di lì a 5 minuti arriverà la sposa per un matrimonio;
- arrivare alla Sacra di San Michele e accorgersi che Allino e la Costy si sono persi, e i capi sono andati a cercarli e si sono persi anche loro;
- accamparsi e pranzare con panini e salame in mezzo ai resti archeologici di un antico battistero;
- giocare a 7 e mezzo;
- dopo aver inutilmente aspettato i dispersi, visitare la Sacra lasciando sul libro delle firme "In ricordo di chi non può essere qui con noi...";
- scendere in paese prima lungo una mulattiera abbandonata poi rischiando di rimetterci le rotule lungo una via crucis ripida e scivolosa;
- sfrattare un reparto dalla sua sede pur di trovare un posto caldo;
- accogliere i dispersi (con molto calore e compassione, sisi...
) - passare tutto il pomeriggio e la sera a fare Punto della Strada, scoprendo di essere un Clan di anticlericali ("...facciamo così, alzi la mano chi non ha problemi col punto fede...")
- lavare le gavette alla fontana con un vento a 0° C che ti spruzzava l'acqua gelata addosso, rigorosamente in calzoncini corti;
- ibernarsi per salutare gli amici valsusini (e non) passati a trovarci;
- incastrarsi in 19 in una stanza dove per terra ci stanno al massimo 12 persone;
- farsi raccontare dal Dani la storia della buonanotte ("i pramzàn dal sàs");
- accorgersi domenica mattina, quando ci stiamo giusto abituando alla route, che è già quasi finita;
- giocare a calcio nel sagrato della chiesa;
- giocare a carte in stazione aspettando il treno (ovviamente in ritardo);
- salire sul treno (ovviamente pieno) e passare il viaggio nel corridoietto tra i vagoni;
- fare un'altro giro turistico per la stazione di Torino in attesa del treno;
- terrorizzarsi per un sospetto terrorista che, dopo essersi piazzato in mezzo ai nostri posti (di fianco alla Fra e al Carcio che dormivano...), non si voleva spostare;
- e, per finire, giocare a 7 e mezzo!
Di fornaeffe 11/12/2006 21:01:05, in Le cose belle della vita, 43 visite
Posto una preghiera letta nell'oratorio di Sant'Antonino di Susa:
Signore,
quando ritornerai nella tua gloria,
non ricordarti solo degli uomini di buona volontà.
Ricordati anche degli uomini di cattiva volontà.
Ma, allora, non ricordarti delle loro violenze.
Ricordati piuttosto dei frutti che noi abbiamo prodotto a causa di quello che essi ci hanno fatto.
Ricordati della pazienza degli uni, del coraggio degli altri, dell'umiltà, ricordati della grandezza d'animo, della fedeltà che essi hanno risvegliato in noi.
E fa', Signore, che questi frutti da noi prodotti siano, un giorno, la loro redenzione.
quando ritornerai nella tua gloria,
non ricordarti solo degli uomini di buona volontà.
Ricordati anche degli uomini di cattiva volontà.
Ma, allora, non ricordarti delle loro violenze.
Ricordati piuttosto dei frutti che noi abbiamo prodotto a causa di quello che essi ci hanno fatto.
Ricordati della pazienza degli uni, del coraggio degli altri, dell'umiltà, ricordati della grandezza d'animo, della fedeltà che essi hanno risvegliato in noi.
E fa', Signore, che questi frutti da noi prodotti siano, un giorno, la loro redenzione.
Una vittima di un lager nazista.
Di fornaeffe 25/11/2006 09:01:46, in I Care - A me importa, 41 visite
Angelo Branduardi
E` venuto il corvo di mare a predirmi la sorte
tempo tu non avrai di fuggire, ti raggiungono già
strapperanno i tuoi occhi, bruceranno il tuo cuore
tempo tu non avrai di fuggire, ti raggiungono già
Io non ho paura di dover morire
e tu vecchio corvo i suoi occhi strapperai
io non ho paura molto a lungo ho cantato
ma il suo cuore falso come lui brucerà.
E` venuto dal mare il granchio alla sua bocca spetterà
di potere con l'ultimo respiro rubargli l'anima.
E il mio signore non sa, una sola volta non basterà
che l'avvoltoio divori il mio corpo
per far tacere per sempre il mio cuore.
tempo tu non avrai di fuggire, ti raggiungono già
strapperanno i tuoi occhi, bruceranno il tuo cuore
tempo tu non avrai di fuggire, ti raggiungono già
Io non ho paura di dover morire
e tu vecchio corvo i suoi occhi strapperai
io non ho paura molto a lungo ho cantato
ma il suo cuore falso come lui brucerà.
E` venuto dal mare il granchio alla sua bocca spetterà
di potere con l'ultimo respiro rubargli l'anima.
E il mio signore non sa, una sola volta non basterà
che l'avvoltoio divori il mio corpo
per far tacere per sempre il mio cuore.
Questa canzone è per Alexander Litvinenko, la spia russa avvelenata a Londra;
è per Anna Politkovskaya, la giornalista uccisa a Mosca.
Questa è la lettera di Alexander Litvienko, dettata a un amico poco prima della morte:
Potrà riuscire a mettere a tacere un uomo, ma il fragore delle proteste da tutto il mondo, signor Putin, rimbomberà nelle sue orecchie per il resto dei suoi giorni.
Lei ha dimostrato di non aver rispetto per la vita, per la libertà o per i valori civili.
Lei ha dimostrato di non aver rispetto per la vita, per la libertà o per i valori civili.
Lei ha dimostrato di essere indegno del suo ufficio.
Di essere indegno della fiducia degli uomini e delle donne civili.
Di fornaeffe 03/11/2006 18:06:13, in Pagine di diario, 62 visite
Eccomi qui a disfare lo zaino della ROSS, e a tirare fuori quello che avevo messo dentro alla rinfusa in questi giorni...
C'è il biglietto del treno Parma-Imola, quel treno su cui ho conosciuto i miei primi compagni di strada, Filippo, Enrico, la Sara, Marco. Ci sono i canzonieri, fatti su in fretta e furia la notte prima di partire, dopo una chiacchierata con Dario da cui avevo carpito alcune curiose informazioni...
Ci sono gli scarponi, che hanno conosciuto nuove strade, percorse insieme a chi ha scambiato tante parole, e a chi ha scambiato semplicemente la strada fatta insieme. C'è il mio vecchio Vangelo "da battaglia", che mi ha accompagnato ormai in tantissime avventure, e ora tra sue pagine ingiallite ha anche il ricordo delle parole di Padre Giove.
C'è la gavetta eternamente sporca, e il mio intestino nonostante tutto ancora in vita... I vestiti sporchi del sudore della strada, della puzza delle cimici e delle schifezze dei piatti da lavare...
C'è la lettera per l'hike, quella lettera aperta nell'aria buia e frizzante della mattina, lungo la strada. Ci sono ancora il fazzoletto del pane e la boccetta del vino: accompagnato dalle parole e dei pensieri di chi ha voluto dire la sua, anch'io ho portato il mio "carico" all'altare.
Ci sono cose mai usate, come la bussola, la giacca e i panta-vento, cose che sarebbero servite nelle difficoltà che stavolta hanno deciso di lasciarci tranquilli.
C'è la mia chitarra, che suonata da tante mani diverse ha fatto, insieme alle altre, il suo semplice e meraviglioso lavoro di chitarra, di bacchetta magica per aprire lo scrigno dell'allegria. Così, adesso, quella scatola di legno che di anni e di musiche ne ha vissuti molti più di me ha conosciuto anche le dita di Giak, di Lele, di Marco e di Enrico, della Cate e della Cami e degli altri che hanno voluto regalarci un po' del loro talento o della loro buona volontà...
C'è il fazzolettone bordeaux della ROSS, scambiatoci il primo giorno, e ora carico della spilla che non voleva mai stare attaccata, delle letterine che MariVi distribuiva tutte le sere, della forcola e della campanella dell'ultimo giorno.
C'è il biglietto del treno del ritorno, il treno sul quale, un po' per volta, abbiamo salutato chi partiva per un'altra strada, finché non è arrivato anche il mio turno di scendere.
C'è, naturalmente, il quadernino della ROSS, con i mallopponi di fogli delle attività, i miei pochi fogli di appunti, riflessioni, bozze e sfoghi, il mitico canzoniere che sto tutt'ora sfruttanto abbondantemente, e le pagine del "dedicato a"... Pagine in cui mi sono state regalate parole importanti, che avrei voluto regalare anch'io, se solo fossi stato più sveglio...
"Non esiste una fotografia perfetta, tutte le foto sono un poco sfuocate, quello che conta è riconoscere la sfocatura come tale, non fermarvisi ma comprendere la bellezza della foto che ci sta sotto".
Questo è quello che aveva detto Don Marco alla fine del Campo GS... Credo che abbia colto un pezzetto di una grande verità.
Forse questa ROSS non è stata perfetta, io stesso, proprio il penultimo giorno forse me lo sono rovinato dimenticando di essere davvero me stesso; ma nonostante questo è stata vera, non "è stato solo un sogno", e voi, miei compagni di strada, siete veri, ed è questa la cosa più meravigliosa di tutto quello che ci è dato di vivere.
Naturalmente, non finisce tutto qua!
Visto che la ROSS non l'abbiamo vissuta in un "mondo alternativo", ma che siamo tutti vivi e reali nello stesso mondo reale, io conto sul rivederci, prima o poi!
Buona Strada a tutti!!!!
Di fornaeffe 06/10/2006 12:56:40, in Per una sorellina, 43 visite
Vorrei che la gente la smettesse di accusare e cercasse di capire.
Com'è andata la vicenda, l'ho postato qui sotto.
Come si possono accusare delle persone che hanno scelto di rischiare l'odio di tutto il mondo, oltre alle pene legali, per seguire l'unica strada a loro conoscenza che offriva una speranza di felicità alla bambina che a loro chiedeva aiuto?
Questo situazione è nata perché "Maria" e gli altri bambini nelle sue condizioni trovano degli enormi ostacoli nell'avere una famiglia.
Le famiglie in grado di ospitare questi bambini ci sono.
C'è però, evidentemente, chi mette degli ostacoli tra queste famiglie e i bambini. E non sto dicendo che chi mette gli ostacoli è chi vuole accertarsi che le famiglie siano in grado di ricevere il bambino.
Basta, non voglio che si accusi chi è stato stritolato legalmente ed emotivamente da questo mondo imperfetto. Voglio che si capisca che non tutti scelgono di rinunciare alla felicità di un bambino nella speranza che questo possa contribuire alla felicità di tutti i bambini.
C'è anche chi si stufa, chi crede che queste sofferenze debbano finire subito, chi spera che tutti capiscano cosa sta succedendo e si mobilitino, riuscendo a fare ciò che una famiglia da sola non può fare.
E voglio che si dedichi più fiato a denunciare chi, effettivamente, ha la responsabilità di quelle cose che non vanno, e non giudicare le scelte di chi ormai non ha più voce per difendersi.

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