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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di fornaeffe  24/09/2009  22:42:55, in Pagine di diario,  127 visite

Ho il sospetto che ad andare per funghi, con il naso sempre verso terra, ci siamo persi qualcosa di quei posti.
Forse, come dice la Sofia, è più bello prendere la cosa sul naturalistico, e non interessarsi solo a quello che si potrebbe mangiare.

Sicuramente ci siamo persi i panorami, eccetto quel breve, magnifico scorcio delle pareti a picco sul Baganza camminando su un costone bianco di roccia.
Poi, solo ora mi rendo conto di aver attraversato, così vicini tra loro, un bosco di pini, senza dubbio tutti piantati, il secco bosco di carpini che fa tanto appennino - ma fa pochi funghi -, un angolo di fredda e umida faggeta, e un querceto come non ne vedevo da un bel po'.

Anche se, alla fine, resto sempre e comunque del parere che la cosa più bella di andare in giro, sono i compagni di strada.



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Di fornaeffe  17/09/2009  21:25:31, in I Care - A me importa,  150 visite
Adattato da una mail appena arrivata:

2000 persone contraggono l'influenza suina e ci si mette la mascherina...
25 milioni di persone con l'AIDS e non ci si mette il preservativo...

PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina?

Nel mondo ogni anno muoiono milioni di persone vittime della malaria.

Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea. Si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi (a persona, immagino).

Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.

Compare l'influenza dei polli: si parla di pandemia.

Causò la morte di 250 persone in 10 anni.
25 morti l'anno.

(l'influenza comune uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo)

Quindi, perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?

Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo"...
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.

Venne prodotto un vaccino (da Relenza immagino). Nonostante fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.

Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.

...

Prima con i polli, adesso con i suini.

Tutti i notiziari del mondo parlano di questo, è iniziata la psicosi dell'influenza suina...

(tra l'altro, mi pare che questa in italia abbia fatto 10.000 casi - non morti, di morti non ne ha fatti - circa in 4 mesi, se non sbaglio circa una persona su 6000. Eppure io mi ricordo che quando girano le normalissime e innocue influenze una persona su 3 è a letto nel giro di una o due settimane...)

Allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco" ?!?

L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro: Donald Rumsfeld, segretario della difesa di George Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...

Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici per la nuova vendita milionaria.

La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute...

Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l'Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara il problema di salute pubblica a livello mondiale autorizzando la produzione di farmaci generici per combatterla?

Insomma, d'la gosena, a m'in ceva un cazz....
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Di fornaeffe  12/09/2009  10:42:26, in Pagine di diario,  156 visite
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Di fornaeffe  28/07/2009  21:34:25, in Le cose belle della vita,  114 visite


Il mio Dio non è forte,
perché non ha bisogno della forza.
Il mio Dio non è tremendo,
per non far paura ai bimbi.
Il mio Dio non impone leggi,
insegna la strada per giungere a Lui.
Il mio Dio non è geloso di altri dei,
perché è l'unico.
Il mio Dio non chiede sacrifici e non sparge dolore,
non odia i nemici e non vuole le guerre;
il mio Dio non giudica e non punisce i malvagi,
ma tiene aperta la porta per chi viene a Lui.
Il mio Dio non pretende di essere Verità per l'uomo,
lo chiede gentilmente bussando al mio cuore.

Il mio Dio mi ama:
non ha esaudito tutti i miei desideri,
perché io possa ancora sognare;
non ha soddisfatto ogni mia richiesta,
perché io capisca il senso di un dono;
non ha creato un universo senza dolore,
senza lotte, senza problemi,
ma si è fatto uomo come me
perché mi ama,
e vuole vivere insieme a me
e insieme a me affrontare la sfida della vita.

Il mio Dio è il Dio dei bimbi
il Dio dei pastori, e delle loro pecore,
il Dio dei pescatori, e il Dio dell'acqua,
il Dio dell'erba e il Dio del vento, della pioggia e del sorriso,
il Dio delle sere intorno al fuoco,
il Dio degli scarponi sul sentiero,
il Dio dei poveri e dei malati,
il Dio delle chitarre e dei tamburi,
il Dio dei colori e il Dio degli abbracci,
il Dio che sta sulle croci solitarie delle cime
e nelle dimenticate maestà nei boschi
nelle parole di mille canzoni
e soprattutto nel cuore dei suoi figli.

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Di fornaeffe  21/07/2009  20:38:57, in Pagine di diario,  92 visite
Svegliarsi alle sei del mattino, passare una giornata al sole e al vento, in mezzo ai sassi del Taro, stando seduti su una corda metrica o andando avanti e indietro per il fiume con un'asta di cinque metri, tornando a casa quando va bene alle sei, quando va male alle nove...

Non ci guadagniamo (se non un gelato offerto dalla Sara..!), non otteniamo una promozione, a dir la verità, a noi, non servono nemmeno quei dati.

Perché lo facciamo?




Perché siamo una squadra di campionatori fortissima!!
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Di fornaeffe  06/07/2009  22:25:38, in Le cose belle della vita,  114 visite
Esiste un solo tipo di specchio in grado di riflettere l'anima: gli occhi.
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G8
Di fornaeffe  04/07/2009  09:54:09, in I Care - A me importa,  61 visite





- Venite, illustri Signore e Signori di tutto il mondo, venite nella nostra terra devastata... Guardate dai finestrini dell'elicottero, laggiù, i paesi distrutti, le tendopoli... Provate l'ebbrezza di una scossa di terremoto, fatevi fotografare anche voi in mezzo ai terremotati!



No.
Per fortuna, la realtà è molto più complicata di qualsiasi semplificazione, di qualsiasi satira o commento cinico.

Considerato che la scelta di fare il G8 in Abruzzo è stata presa, almeno credo, da Berlusconi e dalla sua squadra, temo che quest'aspetto negativo ci sia, almeno in parte.

Però credo anche che la cosa abbia anche dei risvolti molto più nobili, almeno nel cuore di qualcuno, tra quelli che la organizzano o che ne prendono parte.
Mi ricordo che quando ero in reparto, molte volta si diceva che se uno squadriglino era malato, o non poteva uscire di casa, era una bella cosa fare la riunione di sq a casa sua.

Non penso che questa sia una scelta sbagliata in assoluto, credo dipenda molto dalle intenzioni che si hanno, dal messaggio che si vuole / che si riesce a far passare.

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Di fornaeffe  03/07/2009  19:14:44, in Le cose belle della vita,  57 visite



- Tipico, tipico di voi "buoni". Oh sì, prima, forse, potevo anche capirlo, ci si poteva guadagnare qualcosa, ma adesso? Non ti accorgi che tutto questo cosiddetto "amore" non ti gioverà più a nulla?

- ...magari non mi interessa... -

- Non ti interessa?? E bravo coglione. Così poi ti troverai un giorno senza niente. Che cosa ti rimane? Di soldi, neanche a parlarne, con questa idea tua e dei tuoi amici di mettere tutto in comune, sai già nelle mani di chi sono finiti. Di gloria nemmeno, te l'avevano anche offerta, l'hai rifiutata. Di onore, l'hai buttato nel cesso con le compagnie che frequenti. Cos'altro dilapiderai, per questo tuo "amore"? La vita?

- ...perché no?

- ...
Non ho parole.
E poi? Una volta che sarai morto e sepolto, dimmi, come cavolo potrai godere di questo "amore"??

- Loro. Loro ne godranno. Non l'hai ancora capito? Non lo sto facendo per me. L'importante è che loro siano amati.
A me, poi, ci penserà qualcun altro, vedrai...
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Di fornaeffe  20/05/2009  12:11:00, in Pagine di diario,  298 visite
Farina, sale, acqua, lievito. E un pizzico di zucchero e una goccia d'olio.
Impastati a forza di braccia, lievitati sotto uno strofinaccio, cotti in forno e poi spezzati e mangiati.



Così il pane preparato del Branco Roccia della Pace tra i sassi di Provazzano; così anche il il Branco stesso, nelle risate per le scenette la sera, nel nascondersi insieme tra l'ortica e l'erba medica, nel prendere a pugni lo stesso pezzo d'impasto, nel cantare la Messa finalmente a squarciagola, nell'ammettere al Consiglio di "aver fatto casino la notte" e, perché no, anche nel far casino la notte!

Così, anche, quei nove quasi scienziati ambientali partiti alle 6.30 (che sono poi diventate 7.30) di sabato 16 maggio, alla volta della Versilia.

Anche loro (cioè, noi) ora siamo un po' più pasta di prima, grazie a questi due giorni tutto sommato semplici, ma anche belli, caldi, complicati, un po' tragici e un po' comici.


Una pasta che ha il sapore del metano e della gomma provata da 450 km su e giù per la Cisa e le stradine delle Alpi Apuane.

Che sa del verde delle foglie novelle del carpino e del castagno, del sapore dei germogli di abete rosso, dei tronchi contorti del faggio, dei colori dei non-ti-scordar-di-me, del maggiociondolo, delle pinguicole e delle genziane, della pelle del tritone e del morso del geco che decise di visitare la stanza delle donne.




Che sa anche degli oli di macchina della marmettola che scende dalle cave di marmo e copre i ruscelli della torbiera di Fociomboli, dove pascolano i cavalli che ci chiedono un po' di cibo come pegno per poter rimanere con loro; dell'entusiasmo di improvvisarsi detective ambientali campionando con un fazzoletto da naso e una bustina di filtri per sigarette...




Sa di quel piccolo paesino abbandonato, tre ruderi, una chiesa, muretti a secco, siepi di bosso e prati fioriti, come una gemma incastonata nei boschi ai piedi del monte Freddone.




Che sa dell'acqua del radiatore rotto della Silvia, dell'imbarazzo, dei sensi di colpa, della voglia di cavarsela lo stesso, e anche di quel pizzico di gusto in più che ti danno gli imprevisti.

Una pasta che ha il gusto della pizza del Cardo, buona già di suo, e ancora di più perché mangiata insieme alla sera di quella lunga giornata.


Sa della colazione dell'ostello ecologico di Pruno, della gentilezza della signora dell'ostello che ci ha prestato tre posti in macchina e guidato fino al metanaio (rivelandosi così anche lei di quei "ribelli contro il petrolio"...), e di un semplice passante che ci ha fatto da guida nella ricerca della stazione di Pietrasanta.




Sa della sabbia ustionante della Versilia, del primo bagno nell'acqua fredda di maggio, dei biscotti, dei lupi mannari, della pallavolo in spiagguia, dei gelati per pranzo e della ricerca disperata di una fontana funzionante...



Ha il sapore metallico delle corde della chitarra, la forza della musica che vedi cantata anche sulle labbra dei "vicini di ombrellone", di quella che da sconosciuta in topless si rivela così persona carica di una storia, di ricordi, di emozioni.

Siamo tornati a casa per strade diverse.
Non so, non penso che siano i due giorni più intensi che abbia mai vissuto.
Ma ho il sospetto che un po' della Fra, di Aie, della Silvia, di Emo, delle Elise, di Michele e di Roberto sia tornato a casa con me, e la speranza che un po' di me adesso vada a spasso con loro.

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Di fornaeffe  27/04/2009  21:30:34, in Pagine di diario,  118 visite
"Di questa Caccia/Volo regionale di CdA, cosa ti è piaciuto e cosa non ti è piaciuto?"

"Mi è piaciuto tutto, l'unica cosa che non mi piace è che sia già finita."




Adesso che ci penso un po' su, Mirko e quel lupetto di Scandiano hanno ragione da vendere.
Perché che avventura sarebbe, se tutto fosse funzionante alla perfezione, se non ci fosse nessun imprevisto?
La quota esagerata potrebbe essere l'occasione per fare qualche autofinanziamento; dormire in due per letto, alla fine dei conti, se sei bambino è più divertente che scomodo; gli otto turni per i pasti sono stati l'occasione per il tempo libero, per i bans, per il Consiglio; e lo svacco nel tendone aspettando il pullman che ci riportasse alle colonie, e la Messa stretti in ogni pertugio della colonia, sono cose per cui puoi, alla fine, dire "io c'ero...".

Piuttosto, è invecchiando che si diventa noiosi, si perde l'entusiasmo di affrontare le difficoltà, l'ebbrezza dell'imprevisto, si vuole tutto servito, regolato e prevedibile. Forse, se fossimo riusciti noi capi ad affrontare tutto col sorriso e voglia di inventare soluzioni, trasformando le camere in unici grandi materassi collettivi, o trasformando il tempo morto dopo il fuoco in altre canzoni, bans e giochi con i nostri CdA, non ci sarebbero nemmeno stati in verifica quei "non mi è piaciuto" che sono usciti, indipendentemente dalla logistica, dalla pioggia o dalle FS.

Certo, ci sono state tante cose che nell'organizzare un prossimo evento sarà bene curare meglio, come stimare la quota con più anticipo, trasporti e locali adeguati... ma è proprio dagli errori che si impara.



"...Se la pioggia cadrà
e tutto bagnerà,
se la pioggia cadrà
più divertente ancor sarà.
Su leviam, su leviam,
per avere il sol basta ridere..."
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