\\ Home Page : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di fornaeffe 21/04/2009 00:50:52, in Pagine di diario, 237 visite
Gioia che invade l'anima e canta, gioia di avere Te,
resurrezione e vita infinita, vita nell'unità...
...vita nell'unità, carica di tutte le difficoltà del vivere insieme, del dover fare la doccia tutti nello stesso spogliatoio, dell'arrabbiarsi se il suo bambino riceve un uovo e il mio no, di "questa è la mia terra e voi ve ne dovete andare", del dover far la fila per mangiare;
ma anche ricca di gioco, di serate fatte di chitarra e canzoni, di fuochi di bivacco, della difficoltà che si affronta insieme...
ma anche ricca di gioco, di serate fatte di chitarra e canzoni, di fuochi di bivacco, della difficoltà che si affronta insieme...
...la porteremo al mondo che attende, la porteremo là,
dove si sta spegnendo la vita, vita si accenderà...
dove si sta spegnendo la vita, vita si accenderà...
...e anche noi siamo partiti, per dare quel che avevamo - una settimana del nostro tempo - a gente che non conoscevamo, e che ora difficilmente se ne andrà via da qui dentro...
...perché la Tua casa è ancora più grande, grande come sei Tu,
grande come la Terra, nell'universo che vive in Te...
grande come la Terra, nell'universo che vive in Te...
...qual è la loro casa, adesso?
Forse un po' quel campo di ottanta tende blu, coi container pieni di giochi e vestiti, con la cucina in un camion e quel grande tendone bianco che è sala da pranzo, stanza TV, spazio bimbi, chiesa, ... Con le vie coi nomi in dialetto, con i numeri colorati sulle tende...
Ma spero che i mille dialetti che si incontrano, i profumi della 'nduia, del salame di Felino, della grappa facciano sentire davvero a quelli di Piànola che c'è una grande casa, fatta da tutti quelli che ora non si scorderanno di quel paesino di fronte al Gran Sasso, una casa che non crollerà con nessun terremoto...
Forse un po' quel campo di ottanta tende blu, coi container pieni di giochi e vestiti, con la cucina in un camion e quel grande tendone bianco che è sala da pranzo, stanza TV, spazio bimbi, chiesa, ... Con le vie coi nomi in dialetto, con i numeri colorati sulle tende...
Ma spero che i mille dialetti che si incontrano, i profumi della 'nduia, del salame di Felino, della grappa facciano sentire davvero a quelli di Piànola che c'è una grande casa, fatta da tutti quelli che ora non si scorderanno di quel paesino di fronte al Gran Sasso, una casa che non crollerà con nessun terremoto...
...continueremo il canto delle tue lodi,
noi con la nostra vita con te...
noi con la nostra vita con te...
...e continueremo a cantare questa Pasqua, coi canti che il coro aveva preparato, e non importa se l'altare è fatto con i rulli avvolgicavo, e il leggio con due pezzi di plexiglass e un po' di scotch...
Cristo è senza dubbio più vicino qui, alle carrozzelle che avanzano sulla sabbia, agli uomini con le lacrime agli occhi, alle sei chitarre scordate, che in tutte le altre Pasque che ho vissuto...

Cristo è senza dubbio più vicino qui, alle carrozzelle che avanzano sulla sabbia, agli uomini con le lacrime agli occhi, alle sei chitarre scordate, che in tutte le altre Pasque che ho vissuto...
...ed ora via a portare l'amore nel mondo, carità,
nelle case, nei campi, nella città,
liberi, a portare l'amore nel mondo, verità,
nelle scuole, in ufficio, dove sarà...
nelle case, nei campi, nella città,
liberi, a portare l'amore nel mondo, verità,
nelle scuole, in ufficio, dove sarà...
...ed ora? Ora bisognerà ricominciare, reinventare, rifare una scuola nuova - perché no? - ripartendo dai tre tavoli dove il Carcio spiegava la cellula con un cartellone, e i bimbi venivano mezz'ora prima per fare i problemi...
...rifare lavori nuovi, case nuove, un paese nuovo - e un paese di persone, prima che un paese di case...
...ci riuscirete? Riuscirà il miracolo della Pasqua, di far rinascere la vita dalla morte, qualcosa di bello e grande dal dolore?
Qualcuno ha detto, e spesso è vero, "uno stronzo rimane uno stronzo anche dopo il terremoto".
Ma voglio sperare che sia come dice un libro che parla di gatti e topi, che molti vengono, vedono, si portano a casa qualche ricordino e poi si mettono a rifare le stesse cose di sempre, ma alcuni capiscono, e vedono il mondo come un luogo diverso.
...rifare lavori nuovi, case nuove, un paese nuovo - e un paese di persone, prima che un paese di case...
...ci riuscirete? Riuscirà il miracolo della Pasqua, di far rinascere la vita dalla morte, qualcosa di bello e grande dal dolore?
Qualcuno ha detto, e spesso è vero, "uno stronzo rimane uno stronzo anche dopo il terremoto".
Ma voglio sperare che sia come dice un libro che parla di gatti e topi, che molti vengono, vedono, si portano a casa qualche ricordino e poi si mettono a rifare le stesse cose di sempre, ma alcuni capiscono, e vedono il mondo come un luogo diverso.
E sarà vita nuova,
fuori il mondo chiama anche noi
con il canto delle tue lodi
nella vita con te

fuori il mondo chiama anche noi
con il canto delle tue lodi
nella vita con te
"Gioia che invade l'anima" è la canzone che il coro di Pianola ha cantato alla fine della Messa di Pasqua il 12 aprile 2009, nel tendone di piazza Pilortera, campo di Pianola (l'Aquila).
Di fornaeffe 04/04/2009 19:49:49, in Pagine di diario, 171 visite
E' mattina, una mattina di agosto, piuttosto freddina a dir la verità, in quel campeggio in riva al mar Tirreno. E cinque reduci da una settimana di route sulle dolomiti e una serata di vino e allegria si devono svegliare presto, se vogliono prendere il traghetto delle 8 di mattina che parte da Santo Stefano per l'Isola del Giglio.
E quindi via con la fila per lavarsi, montare in macchina, capire come uscire dal campeggio, arrivare a Santo Stefano e trovare un parcheggio, correre di qua e di là per cercare un bancomat, cercare il posto dove vendono i biglietti, cercare la nave... Oh, beh, tutto con un poco di sana flemma però: siamo o non siamo in vacanza?

E visto che chi va piano va sano e va lontano, quando la nave ha mollato gli ormeggi, noi eravamo seduti sul ponte, in viaggio verso la nostra meta coperta da un simpatico nuvolone nero.

Ma non ci faremo mica spaventare da un po' di pioggia, no? Macché, siamo in vacanza, e la pioggia può essere al massimo una scusa per fermarsi sotto l'ombrellone di un bar a prendere un caffé...
E comunque le nuvole, alla fine, ci hanno risparmiato: siamo riusciti a fare i bravi turisti che girano per chiese e leggono il giornale a Giglio Porto, fare i bravi scout che arrancano su per un sentiero in mezzo alla macchia...

...scoprire le amenità di Giglio Castello e Giglio Campese...


...imbucarci nella villa vuota di qualche vip e scoprire spiaggette segrete intagliate nelle rocce e spazzate da onde anomale, fare il bagno venendo travolti da onde anomale, bagnare la macchina fotografica a causa delle onde anomale...


...e infine aspettare mezz'ora una corriera, pregare il conducente che ci faccia salire anche senza biglietto, fare i biglietti a metà strada, ritornare infine a Giglio Porto in piena sagra di paese e ripartire sul traghetto. Tutto questo all'asciutto, eccetto quando, mentre scendevamo lungo i sentierini del brullo versante ovest dell'isola, tutta la pioggia contenuta nei nuvoloni ha deciso di cadere a terra nel giro di un minuto, costringendoci a ripararci sotto l'unico albero nel raggio di due chilometri (sì, era un bel parafulmine, ma avevamo deciso che la pioggia era più fastidiosa).
Peccato che, a fine Giornata, la Giorgia si accorga che, probabilmente sotto quell'albero, mentre tiravamo fuori dagli zaini i k-way, doveva esserle caduto il portafoglio, dato che ora non era più addosso a lei... Ora, quante possibilità ci sono di ritrovare, nei due giorni di vacanza rimanenti, un portafogli caduto sotto un albero in mezzo ai campi brulli dell'isola del Giglio?
La risposta alla prossima puntata...

E quindi via con la fila per lavarsi, montare in macchina, capire come uscire dal campeggio, arrivare a Santo Stefano e trovare un parcheggio, correre di qua e di là per cercare un bancomat, cercare il posto dove vendono i biglietti, cercare la nave... Oh, beh, tutto con un poco di sana flemma però: siamo o non siamo in vacanza?

E visto che chi va piano va sano e va lontano, quando la nave ha mollato gli ormeggi, noi eravamo seduti sul ponte, in viaggio verso la nostra meta coperta da un simpatico nuvolone nero.

Ma non ci faremo mica spaventare da un po' di pioggia, no? Macché, siamo in vacanza, e la pioggia può essere al massimo una scusa per fermarsi sotto l'ombrellone di un bar a prendere un caffé...
E comunque le nuvole, alla fine, ci hanno risparmiato: siamo riusciti a fare i bravi turisti che girano per chiese e leggono il giornale a Giglio Porto, fare i bravi scout che arrancano su per un sentiero in mezzo alla macchia...

...scoprire le amenità di Giglio Castello e Giglio Campese...


...imbucarci nella villa vuota di qualche vip e scoprire spiaggette segrete intagliate nelle rocce e spazzate da onde anomale, fare il bagno venendo travolti da onde anomale, bagnare la macchina fotografica a causa delle onde anomale...


...e infine aspettare mezz'ora una corriera, pregare il conducente che ci faccia salire anche senza biglietto, fare i biglietti a metà strada, ritornare infine a Giglio Porto in piena sagra di paese e ripartire sul traghetto. Tutto questo all'asciutto, eccetto quando, mentre scendevamo lungo i sentierini del brullo versante ovest dell'isola, tutta la pioggia contenuta nei nuvoloni ha deciso di cadere a terra nel giro di un minuto, costringendoci a ripararci sotto l'unico albero nel raggio di due chilometri (sì, era un bel parafulmine, ma avevamo deciso che la pioggia era più fastidiosa).
Peccato che, a fine Giornata, la Giorgia si accorga che, probabilmente sotto quell'albero, mentre tiravamo fuori dagli zaini i k-way, doveva esserle caduto il portafoglio, dato che ora non era più addosso a lei... Ora, quante possibilità ci sono di ritrovare, nei due giorni di vacanza rimanenti, un portafogli caduto sotto un albero in mezzo ai campi brulli dell'isola del Giglio?
La risposta alla prossima puntata...

Di fornaeffe 01/04/2009 20:52:02, in Le cose belle della vita, 75 visite
Diversi anni fa...
Leo - Chiara, senti un po' questa canzone, cosa dice di voi cristiani!
Chiara - Ma, Leo... Il Testamento di Tito E' il messaggio di Gesù!!!
P.S. Per la cronaca, ora la Chiara e Leo sono felicemente fidanzati...
Leo - Chiara, senti un po' questa canzone, cosa dice di voi cristiani!
Chiara - Ma, Leo... Il Testamento di Tito E' il messaggio di Gesù!!!
P.S. Per la cronaca, ora la Chiara e Leo sono felicemente fidanzati...
Di fornaeffe 24/03/2009 17:43:31, in Questo meraviglioso mondo, 177 visite
La primavera è ufficialmente iniziata con un paio di stupende giornate di sole, ma in pianura i primi fiori sono già sbocciati da un pezzo, così per cogliere il risveglio della vita, questa domenica lo siamo andati a cercare un po' più in alto: monte Cassio, 1022 m.

Qui, quel pasticcio di roccia che sono le Liguridi, una specie di pasta sfoglia fatta di strati di argilla e arenaria, spezzettata e ammonticchiata alla rinfusa sopra l'ossatura degli Appennini, ha prodotto i Salti del Diavolo, uno strato di roccia un po' più dura del solito che si è casualmente trovato in posizione verticale, a mo' di muraglia lungo tutta la val Baganza.
Proprio sopra Cassio, verso la val Taro, si alza dal bosco l'estremità di questa muraglia, la Chiastra di San Benedetto: sulla sua parete sud porta quei lunghi solchi che sarebbero le unghiate che il Diavolo lasciò, dopo essere stato sconfitto - immagino da San Benedetto - e aver attraversato la vallata, saltellando dal dolore, lasciando sotto di sé come segno di quella fuga la lunga fila di guglie di pietra.

Proprio sotto la Chiastra ci siamo imbattuti nell'ingresso di una grossa grotta, orientato giusto in modo che non sia visibile dal sentiero. Che sia una segreta dell'ostello per pellegrini che un tempo sorgeva qui? Che sia la tana di qualche famiglia di cinghiali? Noi non abbiamo ancora indagato.
Ma torniamo al risveglio della primavera.
Gli alberi del bosco sono ancora immersi nel loro sonno invernale: le querce (che non sono riuscito a capire se fossero cerri, o roverelle, o rovere) e i castagni penso dormiranno ancora per un po', i carpini forse stanno cominciando a preparare i loro fiori...

Solo i noccioli sono carichi di pendagli gialli - sempre che siano noccioli, perché quelli sulla cima erano pieni di nocciole, sotto, mentre lungo i versanti di nocciole non ne ho vista nemmeno una: che se le siano mangiate tutte gli scoiattoli?
Le novità più belle da vedere sono però nel sottobosco: le numerose primule sono state facili da riconoscere...

...meno quei fiorellini viola con larghe foglie a tre lobi, che ora so rappresentano la trinità nella cultura popolare: è appunto l'erba trinità, o anemone fegatella (nel linguaggio scientifico, Hepatica nobilis o Anemone hepatica).

Più oltre, poco prima della vetta, mi trovo tra i piedi un croco che sbuca dalle foglie secche: sarà il primo, o più probabilmente uno degli ultimi? Già la settimana prima i prati del Tugo di Berceto ne erano stracolmi...

Il giro è stato breve, e siamo tornati a casa con poca fatica, una stecca di cioccolato nello stomaco e una galla di quercia in tasca... E io anche con un mezzo sospetto che non mi sarebbe dispiaciuto fare la tesi con Tomaselli, a riconoscere le piante su e giù per la provincia!

Qui, quel pasticcio di roccia che sono le Liguridi, una specie di pasta sfoglia fatta di strati di argilla e arenaria, spezzettata e ammonticchiata alla rinfusa sopra l'ossatura degli Appennini, ha prodotto i Salti del Diavolo, uno strato di roccia un po' più dura del solito che si è casualmente trovato in posizione verticale, a mo' di muraglia lungo tutta la val Baganza.
Proprio sopra Cassio, verso la val Taro, si alza dal bosco l'estremità di questa muraglia, la Chiastra di San Benedetto: sulla sua parete sud porta quei lunghi solchi che sarebbero le unghiate che il Diavolo lasciò, dopo essere stato sconfitto - immagino da San Benedetto - e aver attraversato la vallata, saltellando dal dolore, lasciando sotto di sé come segno di quella fuga la lunga fila di guglie di pietra.

Proprio sotto la Chiastra ci siamo imbattuti nell'ingresso di una grossa grotta, orientato giusto in modo che non sia visibile dal sentiero. Che sia una segreta dell'ostello per pellegrini che un tempo sorgeva qui? Che sia la tana di qualche famiglia di cinghiali? Noi non abbiamo ancora indagato.
Ma torniamo al risveglio della primavera.
Gli alberi del bosco sono ancora immersi nel loro sonno invernale: le querce (che non sono riuscito a capire se fossero cerri, o roverelle, o rovere) e i castagni penso dormiranno ancora per un po', i carpini forse stanno cominciando a preparare i loro fiori...

Solo i noccioli sono carichi di pendagli gialli - sempre che siano noccioli, perché quelli sulla cima erano pieni di nocciole, sotto, mentre lungo i versanti di nocciole non ne ho vista nemmeno una: che se le siano mangiate tutte gli scoiattoli?
Le novità più belle da vedere sono però nel sottobosco: le numerose primule sono state facili da riconoscere...

...meno quei fiorellini viola con larghe foglie a tre lobi, che ora so rappresentano la trinità nella cultura popolare: è appunto l'erba trinità, o anemone fegatella (nel linguaggio scientifico, Hepatica nobilis o Anemone hepatica).

Più oltre, poco prima della vetta, mi trovo tra i piedi un croco che sbuca dalle foglie secche: sarà il primo, o più probabilmente uno degli ultimi? Già la settimana prima i prati del Tugo di Berceto ne erano stracolmi...

Il giro è stato breve, e siamo tornati a casa con poca fatica, una stecca di cioccolato nello stomaco e una galla di quercia in tasca... E io anche con un mezzo sospetto che non mi sarebbe dispiaciuto fare la tesi con Tomaselli, a riconoscere le piante su e giù per la provincia!
Di fornaeffe 23/03/2009 18:15:54, in Pagine di diario, 76 visite

Non voglio timbrare un cartellino per iniziare e finire le mie giornate.
Non voglio fare la fila tra una vetrata e una sbarra di ferro per nutrirmi di qualcosa.
Non voglio stare ore davanti a uno schermo ripetendo duecento volte la stessa operazione.
Non voglio che il mio tempo vada ad alimentare un modello di società che divora l'uomo insieme al mondo dove abita.
Non voglio nemmeno andarmene da solo in Alaska.
Perché, come ricorda Akela, il vero significato di quel film è che la felicità è vera solo se è condivisa.
No, voglio vivere questo meraviglioso mondo da uomo, libero, immagine e Figlio di Dio e custode del Creato.
Voglio spendere ogni giorno che Dio vorrà darmi per conoscere, amare e vivere insieme a quelle meravigliose persone che mi ha messo a fianco.
Ci sono certi momenti in cui ti chiedi davvero, e non retoricamente, se il Signore ti concederà di vedere il domani. E in quei momenti ho imparato cosa significa davvero "ogni giorno è un regalo".
E non ho intenzione di lasciarlo incartato.
Non voglio fare la fila tra una vetrata e una sbarra di ferro per nutrirmi di qualcosa.
Non voglio stare ore davanti a uno schermo ripetendo duecento volte la stessa operazione.
Non voglio che il mio tempo vada ad alimentare un modello di società che divora l'uomo insieme al mondo dove abita.
Non voglio nemmeno andarmene da solo in Alaska.
Perché, come ricorda Akela, il vero significato di quel film è che la felicità è vera solo se è condivisa.
No, voglio vivere questo meraviglioso mondo da uomo, libero, immagine e Figlio di Dio e custode del Creato.
Voglio spendere ogni giorno che Dio vorrà darmi per conoscere, amare e vivere insieme a quelle meravigliose persone che mi ha messo a fianco.
Ci sono certi momenti in cui ti chiedi davvero, e non retoricamente, se il Signore ti concederà di vedere il domani. E in quei momenti ho imparato cosa significa davvero "ogni giorno è un regalo".
E non ho intenzione di lasciarlo incartato.
Di fornaeffe 14/02/2009 21:43:04, in Pagine di diario, 120 visite
Di fornaeffe 22/01/2009 18:47:47, in Questo meraviglioso mondo, 94 visite
Di fornaeffe 08/01/2009 22:09:42, in Informazioni di servizio, 640 visite
Una delle cose che apprezzavo di più del Live Space era quella simpatica stellina che appariva di fianco al nome, su messenger, quando qualcuno aggiornava il blog...
Purtroppo non sono ancora così bravo - o comunque non voglio impegnarmi così tanto - da hackerare messenger in modo da fare lo stesso anche quando aggiorno QUESTO blog; MA... se siete così affezionati a quello che scrivo, non tutto è perduto!
Potete vedere proprio qui sulla destra due collegamenti:
e
.
Questi sono dei FEED, cliccandoci sopra molto probabilmente il vostro browser (explorer o firefox o altro...) vi suggerirà già un modo per "abbonarvi"...
In pratica questi sono appunto degli "abbonamenti" al mio blog, che vi avvertono quando scrivo qualcosa di nuovo.
Per usarli, dovete avere un programma apposta (ma so che Explorer 7 lo fa da sé, e firefox ha diversi add-on che permettono di leggere i feed), e tutto quello che fa questo programma è controllare, ogni tot tempo, se ci sono novità...
Se il vostro browser non vi consiglia nel modo giusto, o volete saperne di più, o trovare un programma che vi faccia leggere sti benedetti feed, date un'occhiata qui!
Purtroppo non sono ancora così bravo - o comunque non voglio impegnarmi così tanto - da hackerare messenger in modo da fare lo stesso anche quando aggiorno QUESTO blog; MA... se siete così affezionati a quello che scrivo, non tutto è perduto!
Potete vedere proprio qui sulla destra due collegamenti:
e
.Questi sono dei FEED, cliccandoci sopra molto probabilmente il vostro browser (explorer o firefox o altro...) vi suggerirà già un modo per "abbonarvi"...
In pratica questi sono appunto degli "abbonamenti" al mio blog, che vi avvertono quando scrivo qualcosa di nuovo.
Per usarli, dovete avere un programma apposta (ma so che Explorer 7 lo fa da sé, e firefox ha diversi add-on che permettono di leggere i feed), e tutto quello che fa questo programma è controllare, ogni tot tempo, se ci sono novità...
Se il vostro browser non vi consiglia nel modo giusto, o volete saperne di più, o trovare un programma che vi faccia leggere sti benedetti feed, date un'occhiata qui!
Di fornaeffe 04/01/2009 16:13:00, in Informazioni di servizio, 91 visite
Dopo ore rubate allo studio di geochimica, il MIO personalissimo blog sta nascendo!!!
Edit 5/1/09: Ho spostato qui la maggior parte degli interventi dello Space (http://fornaeffe.spaces.live.com) che penso abbandonerò...
Di fornaeffe 22/10/2008 17:05:43, in I Care - A me importa, 62 visite
Fonte: cardinale Carlo Maria Martini - Corriere della Sera
Possiamo aprirci ai giovani solo prendendo spunto proprio da loro. Di cosa si interessano? Dove vivono? Come vivono le loro relazioni? Cosa criticano e quale impegno pretendono da noi? (...)
Certamente il metodo giusto non è predicare alla gioventù come deve vivere per poi giudicarla con l'intenzione di cercare di conquistare coloro che rispettano le nostre regole e le nostre idee.
La comunicazione deve cominciare in assoluta libertà, in caso contrario non è comunicazione. E, soprattutto, in questo modo non si conquista nessuno, caso mai lo si opprime.
L'essere umano che incontro è fin dal principio un collaboratore e un soggetto. Dialogando insieme giungiamo a nuove idee e a nuovi passi condivisi.
La questione che più tocca la sensibilità dei giovani è se li prendiamo sul serio come collaboratori a pieno titolo o se vogliamo farli ravvedere come se fossero stupidi o in errore.
Crediamo che tutti gli esseri umani siano creature di Dio e abbiano uguale dignità. Questo è il presupposto fondamentale di ogni comunicazione cui prendiamo parte. (...)
Esistono senza dubbio diverse situazioni ed età della vita, come le descrive la moderna psicologia dell'età evolutiva. Anche la Bibbia dispone di questa conoscenza nel Nuovo Testamento e, prima ancora, nell'Antico Testamento. Nella predica di Pentecoste, Pietro riprende infatti le parole del profeta Gioele del IV secolo a.C. e racconta l'opera dello Spirito Santo in tre fasi della vita, ognuna differente: «I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni».
I «figli e le figlie» saranno profeti significa che essi devono essere critici. La generazione più giovane verrebbe meno al suo dovere se con la sua spigliatezza e con il suo idealismo indomito non sfidasse e criticasse i governanti, i responsabili e gli insegnanti. In tal modo fa progredire noi e soprattutto la Chiesa. (...)
Il contributo «dei figli e delle figlie» è fondamentale. Essi sono ancora interessati oggi a criticare noi, la Chiesa, i governanti, oppure si ritirano in silenzio? Dove esistono ancora conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all'opera.
Nella ricerca di collaboratori e vocazioni religiose dovremmo forse prestare attenzione innanzitutto a coloro che sono scomodi e domandarci se proprio questi critici non abbiano in sé la stoffa per diventare un giorno responsabili e alla fine sognatori.
Responsabili che guidino la Chiesa e la società in un futuro più giusto e «sognatori» che ci mantengano aperti alle sorprese dello Spirito Santo, infondendo coraggio e inducendoci a credere nella pace là dove i fronti si sono irrigiditi.
Possiamo aprirci ai giovani solo prendendo spunto proprio da loro. Di cosa si interessano? Dove vivono? Come vivono le loro relazioni? Cosa criticano e quale impegno pretendono da noi? (...)
Certamente il metodo giusto non è predicare alla gioventù come deve vivere per poi giudicarla con l'intenzione di cercare di conquistare coloro che rispettano le nostre regole e le nostre idee.
La comunicazione deve cominciare in assoluta libertà, in caso contrario non è comunicazione. E, soprattutto, in questo modo non si conquista nessuno, caso mai lo si opprime.
L'essere umano che incontro è fin dal principio un collaboratore e un soggetto. Dialogando insieme giungiamo a nuove idee e a nuovi passi condivisi.
La questione che più tocca la sensibilità dei giovani è se li prendiamo sul serio come collaboratori a pieno titolo o se vogliamo farli ravvedere come se fossero stupidi o in errore.
Crediamo che tutti gli esseri umani siano creature di Dio e abbiano uguale dignità. Questo è il presupposto fondamentale di ogni comunicazione cui prendiamo parte. (...)
Esistono senza dubbio diverse situazioni ed età della vita, come le descrive la moderna psicologia dell'età evolutiva. Anche la Bibbia dispone di questa conoscenza nel Nuovo Testamento e, prima ancora, nell'Antico Testamento. Nella predica di Pentecoste, Pietro riprende infatti le parole del profeta Gioele del IV secolo a.C. e racconta l'opera dello Spirito Santo in tre fasi della vita, ognuna differente: «I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni».
I «figli e le figlie» saranno profeti significa che essi devono essere critici. La generazione più giovane verrebbe meno al suo dovere se con la sua spigliatezza e con il suo idealismo indomito non sfidasse e criticasse i governanti, i responsabili e gli insegnanti. In tal modo fa progredire noi e soprattutto la Chiesa. (...)
Il contributo «dei figli e delle figlie» è fondamentale. Essi sono ancora interessati oggi a criticare noi, la Chiesa, i governanti, oppure si ritirano in silenzio? Dove esistono ancora conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all'opera.
Nella ricerca di collaboratori e vocazioni religiose dovremmo forse prestare attenzione innanzitutto a coloro che sono scomodi e domandarci se proprio questi critici non abbiano in sé la stoffa per diventare un giorno responsabili e alla fine sognatori.
Responsabili che guidino la Chiesa e la società in un futuro più giusto e «sognatori» che ci mantengano aperti alle sorprese dello Spirito Santo, infondendo coraggio e inducendoci a credere nella pace là dove i fronti si sono irrigiditi.

permalink
Commenti
Storico
Stampa


